18 maggio 2023. Ascensione del Signore
Lo aveva detto e forse ripetuto, Gesù. Ed infine è avvenuto. Vi sono due diversi racconti del fatto e differiscono nella tempistica. Negli Atti l’ascensione di Gesù al cielo avviene quaranta giorni dopo la sua resurrezione da morte (At 1,3), mentre nel vangelo è collocato nella tarda sera di quel “giorno senza fine”, “il primo della settimana” (Lc 24,1), giorno della scoperta della tomba vuota e dell’apparizione del Risorto alle donne, ai due discepoli sulla strada verso Emmaus, infine a tutti i discepoli riuniti in una casa a Gerusalemme.
È come se Luca autore di entrambi i racconti volesse sottolineare che il Risorto è il vivente per sempre; lo dice attraverso il tempo delle apparizioni e la convulsa giornata del cosiddetto “primo giorno della settimana” divenuto la nostra Pasqua.
Nel tempo la preghiera della comunità cristiana ha talora suggerito l’importanza di cercare le cose di lassù dove è salito il Signore; purtroppo, in certi casi, l’invito a cercare Dio in cielo ha creato un distacco e un disinteresse verso la scena terrena. Invece l’Ascensione è l’inizio della missione: ora tocca a voi, sembra dire l’angelo ai discepoli attoniti con lo sguardo al cielo; bisogna andare e dire di Lui. A commento, ricordo una canzone del padre gesuita francese, Aimé Duval dice: “Oh voi che cercate il buon Dio fra le nubi lassù, non riuscirete mai a vedere il suo volto”!







