L’ Eucarestia cuore della Comunità
Tante le spiegazioni che sono state date alla parola “messa”; deriva dal verbo latino “mittere” che significa mandare.
Con “Ite missa est” si conclude la celebrazione e può indicare sia che il rito è terminato e compiuto, sia che qualcosa è stata mandata; il qualcosa sarebbe proprio il pane consacrato fatto giungere a chi non ha potuto essere presente per motivi di salute o perché in pericolo.
La “fractio panis”
Ma più invitante è la riflessione sul nome che viene direttamente dagli Atti degli Apostoli: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (2,42). Il pane spezzato per la condivisione, era il gesto normale del padre di famiglia che dà il cibo ai suoi figli; Gesù volle questo gesto ripetuto come segno della sua presenza.
I discepoli compresero cosa significasse quella parola “dura”, che sapeva di incomprensibilità, “io sono il pane vivo disceso dal cielo, chi mangia di me…”, soltanto grazie allo Spirito Santo che li investì dopo la Resurrezione. La “fractio panis” nella prima comunità cristiana contiene dunque due elementi essenziali: la memoria della Pasqua di Gesù morto e risorto e l’essere insieme in spirito di fraterna comunione.
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La “fractio panis”
Ma più invitante è la riflessione sul nome che viene direttamente dagli Atti degli Apostoli: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (2,42). Il pane spezzato per la condivisione, era il gesto normale del padre di famiglia che dà il cibo ai suoi figli; Gesù volle questo gesto ripetuto come segno della sua presenza.
I discepoli compresero cosa significasse quella parola “dura”, che sapeva di incomprensibilità, “io sono il pane vivo disceso dal cielo, chi mangia di me…”, soltanto grazie allo Spirito Santo che li investì dopo la Resurrezione. La “fractio panis” nella prima comunità cristiana contiene dunque due elementi essenziali: la memoria della Pasqua di Gesù morto e risorto e l’essere insieme in spirito di fraterna comunione.
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La “fractio panis”
Ma più invitante è la riflessione sul nome che viene direttamente dagli Atti degli Apostoli: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (2,42). Il pane spezzato per la condivisione, era il gesto normale del padre di famiglia che dà il cibo ai suoi figli; Gesù volle questo gesto ripetuto come segno della sua presenza.
I discepoli compresero cosa significasse quella parola “dura”, che sapeva di incomprensibilità, “io sono il pane vivo disceso dal cielo, chi mangia di me…”, soltanto grazie allo Spirito Santo che li investì dopo la Resurrezione. La “fractio panis” nella prima comunità cristiana contiene dunque due elementi essenziali: la memoria della Pasqua di Gesù morto e risorto e l’essere insieme in spirito di fraterna comunione.
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