Comunicato stampa

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La chiesa di San Pietro in Gessate (Italia) è stata inserita nella selezione dei 7 siti del patrimonio culturale più minacciati in Europa

L’Aia / Bruxelles / Lussemburgo, 17 aprile 2024

 

L’elenco dei 7 monumenti e siti del patrimonio più minacciati d’Europa per il 2024 è stato annunciato oggi da Europa Nostra, la voce europea della società civile impegnata a favore del patrimonio culturale e naturale, e dall’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti (BEI).

 

I 7 siti del patrimonio culturale più minacciati in Europa[1] nel 2024 sono:

L’annuncio è stato dato nel corso di un evento online a cui hanno partecipato nominatori e rappresentanti dei siti selezionati, che ha richiamato partecipanti da tutta Europa e non solo.

L’elenco di quest’anno comprende due siti della provincia di Hatay, in Turchia, pesantemente danneggiati dal devastante terremoto del 6 febbraio 2023, che ha causato gravi perdite umane e patrimoniali in tutta la regione, e un edificio religioso a Siena, in Italia, che ha subito danni strutturali a causa di un terremoto verificatosi nello stesso mese.

Il Consiglio direttivo di Europa Nostra ha selezionato i finalisti tra gli 11 monumenti e siti del patrimonio culturale di nove Paesi precedentemente selezionati dal Comitato consultivo del programma 7 Most Endangered. Le candidature dei siti per il Programma 7 Most Endangered 2024 sono state avanzate da organizzazioni membri, organizzazioni associate e singoli membri di Europa Nostra.

La selezione dei 7 siti è stata effettuata sulla base dell’importanza del patrimonio e del valore culturale di ciascuno di essi, nonché del grave pericolo che oggi corrono. Il livello di coinvolgimento delle comunità locali e l’impegno degli attori pubblici e privati (compreso il nominatore corrispondente) per salvare questi siti sono stati considerati valori aggiunti cruciali. Un altro criterio di selezione è stato il potenziale di questi siti di fungere da catalizzatore per uno sviluppo socio-economico sostenibile.

 

I 7 siti selezionati possono beneficiare di una sovvenzione della BEI per il patrimonio culturale pari a 10.000 euro per ciascun sito, per contribuire all’attuazione di un’attività iniziale concordata che contribuirà a salvare i siti minacciati.

Team di esperti in rappresentanza di Europa Nostra e dell’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti, insieme alle organizzazioni che hanno nominato i 7 siti selezionati e ad altri partner, raccoglieranno ora informazioni e incontreranno le principali parti interessate per valutare i siti e pubblicare una relazione tecnica e finanziaria con raccomandazioni per l’azione.

 

– Il vicepresidente esecutivo di Europa Nostra, Guy Clausse, ha dichiarato:

“L’elenco dei 7 siti più minacciati del 2024 comprende tre siti del patrimonio gravemente danneggiati da disastri naturali, oltre a siti del patrimonio minacciati da demolizione, sviluppo inadeguato o mancanza di fondi. Insieme ai nostri partner (europei e nazionali), forniremo competenze tecniche, individueremo possibili fonti di finanziamento e mobiliteremo la nostra vasta rete per sostenere gli sforzi delle comunità locali per salvare questi siti. È nostra responsabilità comune preservare e valorizzare il nostro patrimonio comune. Il nostro patrimonio è fondamentale per costruire un’Europa più sostenibile, inclusiva e pacifica”

– La Direttrice dell’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti, Shiva Dustdar, ha dichiarato:

“Quando l’anno scorso le catastrofi hanno colpito la Turchia e la Siria, oltre che l’Italia, il Gruppo BEI, attraverso l’Istituto, è stato presente per fornire aiuti e sostegno di emergenza. Ora, con il progetto 7 Most Endangered 2024, metteremo a disposizione la nostra esperienza, attraverso il personale in servizio e in pensione, per tre siti danneggiati da queste catastrofi. Questo dimostra la partnership vincente tra la vivace organizzazione della società civile e il Gruppo BEI. Inoltre, contribuisce a far luce sui siti che potrebbero in ultima analisi beneficiare della consulenza e del sostegno finanziario del Gruppo BEI. Siamo orgogliosi di avere recentemente rinnovato il nostro accordo di partenariato con Europa Nostra attraverso questo programma di punta”.

– In risposta all’annuncio, Rosanna Ferrari, che ha candidato il sito al Programma 7 Most Endangered 2024, ha affermato:

“L’inserimento della chiesa di San Pietro in Gessate nella selezione dei 7 Most Endangered rappresenta il raggiungimento di un primo traguardo: la condivisione da parte di un vasto pubblico della forte preoccupazione per il pericolo di un progressivo degrado del sito. Europa Nostra ha colto l’insostituibile valore culturale e sociale di San Pietro in Gessate e l’inclusione nella lista dei 7 Most Endangered consentirà, oltre che la conservazione del sito, di immaginarlo anche come un modello di rigenerazione urbana, capace di integrare arte, spiritualità, storia e natura”.

 


 

La Chiesa di San Pietro in Gessate, Milano, Italia

Le origini della Chiesa di San Pietro in Gessate risalgono probabilmente alla metà del XIII secolo, quando risultava officiata dagli Umiliati, un ordine religioso fiorente diffuso in Lombardia. Le principali attività di autosostentamento di questa comunità religiosa erano la produzione tessile e la lavorazione della lana. La domus degli Umiliati, al tempo situata fuori Porta Tosa, era dotata di un fossato navigabile interno collegato alla Cerchia dei Navigli: una via d’acqua cruciale per il trasporto della lana, merce di grande importanza commerciale all’epoca.

Tre elementi distintivi definiscono l’identità di questo edificio nel cuore di Milano.

In primo luogo, la sua architettura presenta caratteristiche uniche e degne di nota. Nel XV secolo, probabilmente su progetto dell’architetto Guiniforte Solari, il complesso architettonico fu completato per iniziativa della Congregazione Benedettina di Santa Giustina che rese il sito, futura abbazia, uno dei maggiori centri riformati appartenenti all’ordine. Ulteriori interventi di riqualificazione si ebbero tra XVI e XVII secolo e all’inizio del secolo scorso con il restauro storico della facciata (1912).

In secondo luogo, i cicli di affreschi che decorano le cappelle laterali, risalenti al XV secolo, tra le più importanti opere realizzate da pittori lombardi e da altri artisti di fama europea, arricchiscono il sito di un’importante valenza storico-artistica.

Infine, l’edificio, essendo stato bombardato nell’agosto 1943, ha acquisito anche una rilevanza storica legata agli eventi della Seconda Guerra Mondiale.

Negli anni 1950, in seguito alla ricostruzione dell’ala destra, quasi completamente distrutta, e agli indispensabili interventi di consolidamento delle cappelle quattrocentesche della navata sinistra, alcuni dei dipinti murali delle pareti furono strappati e riposizionati. Ulteriori interventi di restauro dei cicli di affreschi si susseguirono negli anni 1990, in particolare nella cappella di Sant’Antonio e nella cappella di Sant’Ambrogio/Grifi, che versa attualmente in uno stato di grave deterioramento. Anche la cappella di San Mauro, unica sopravvissuta della navata destra, richiede un intervento immediato.

Nonostante le coperture dell’edificio siano state riparate circa 20 anni fa, le condizioni della chiesa causano un progressivo degrado delle decorazioni con la conseguente perdita di porzioni di dipinti.

Nel 2018 è stato installato un sistema di deumidificazione, aprendo la strada al tanto necessario restauro delle superfici interne, mentre risultano ancora urgenti le revisioni delle coperture e delle facciate esterne per proteggere le superfici pittoriche.

Malgrado gli interventi già realizzati, il sito è in rapido deterioramento e non dispone delle risorse per le impegnative opere necessarie alla sua salvaguardia.

Va considerato, inoltre, che i cambiamenti climatici e l’aumento degli eventi meteorologici estremi comportano un ulteriore fattore di rischio per la conservazione di interni ed esterni.

È oggi doveroso un urgente e complesso progetto di restauro per garantire un’adeguata tutela a questa chiesa e alle sue opere d’arte.

L’inclusione della chiesa di San Pietro in Gessate nel Programma 7 Most Endangered rappresenta un’opportunità vitale per sostenere le sinergie in atto per la conservazione di questo antico sito, al fine di proporre un ulteriore visione del futuro del centro storico di Milano.

La candidatura al Programma 7 Most Endangered 2024 è stata presentata da una Socia individuale di Europa Nostra (socia anche del progetto L’Arte inVita) con il sostegno della Comunità Pastorale Santi Profeti e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano.

Il progetto L’Arte inVita si occupa della valorizzazione della Chiesa di San Pietro in Gessate attraverso una strategia di comunicazione che prevede la diffusione di immagini e contenuti online e sul territorio. Le attività includono campagne di sensibilizzazione finalizzate a diffondere l’evidente importanza storico-artistica della chiesa e a promuoverne la tutela partecipata.

L’impegno per la conservazione dell’integrità della Chiesa di San Pietro in Gessate coinvolge inoltre l’area verde circostante e l’ampio sagrato, che contribuisce ad offrire un’ottima visibilità alle diverse iniziative, facilitando così il coinvolgimento della comunità. Il progetto L’Arte inVita non mira solo a garantire la conservazione del sito, ma lo immagina anche come un modello di rigenerazione urbana, caratterizzato dall’integrazione di arte, spiritualità, storia e natura in una sempre più auspicabile visione di transizione ecologica e diffusione di pratiche collettive, animate da consapevolezza e responsabilizzazione nei confronti del patrimonio comune.

La Commissione consultiva dei 7 Most Endangered ha sottolineato “la fruttuosa collaborazione tra la società civile, la Chiesa e le istituzioni locali nel sostenere questo tesoro culturale insostituibile e ha messo in evidenza la necessità di preservare e valorizzare adeguatamente la chiesa di San Pietro in Gessate, i suoi affreschi e lo spazio alberato di fronte ad essa”.

 

Candidatura presentata da

Rosanna Ferrari – Progetto L’Arte inVita

 

 


CONTATTI STAMPA

 

Italia:

info@larteinvita.milano.it

+39 335 5931045

 

Europa Nostra

Joana Pinheiro

Coordinatrice della comunicazione

E. jp@europanostra.org, M. +31 6 34 36 59 85

Antigoni Michael

Coordinatrice del Programma 7 Most Endangered

E. am@europanostra.org; T. +31 (0) 70 302 40 51

 

European Investment Bank Institute

Bruno Rossignol

Responsabile del programma per il Clima

e il Patrimonio culturale

E. bruno.rossignol@eib.org

T. +352 43 797 07 67; M. +352 621345 862

 

PER SAPERNE DI PIÙ

 


INFORMAZIONI  GENERALI

 

Programma 7 Most Endangered

Il Programma 7 Most Endangered fa parte di una campagna della società civile per salvare il patrimonio culturale europeo in pericolo. Il programma sensibilizza l’opinione pubblica, fornisce valutazioni indipendenti e propone raccomandazioni a favore dell’azione. Fornisce inoltre una sovvenzione di 10.000 euro per ogni sito elencato per contribuire all’attuazione di un’attività concordata e mirata alla salvaguardia del sito minacciato.

Lanciato nel 2013, questo programma innovativo è gestito da Europa Nostra in collaborazione con l’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti. Gode inoltre del sostegno del programma Europa Creativa dell’Unione europea.

Nel 2023, in occasione del 10° anniversario del Programma 7 Most Endangered, la BEI ha pubblicato l’opuscolo “Salvare il passato – Delineare il futuro”, che evidenzia le storie di successo oltre all’importanza dei partenariati e dell’impegno delle singole comunità. L’opuscolo, realizzato in stretta collaborazione con Europa Nostra, può essere letto e scaricato in sei lingue (inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo e polacco).

Dall’avvio del programma, sono stati selezionati 56 monumenti e siti del patrimonio culturale in pericolo in 31 Paesi europei. Nel 2016 la Laguna di Venezia in Italia è stata indicata come Il sito del patrimonio più minacciato d’Europa, così come nel 2022, il Consiglio direttivo di Europa Nostra ha dichiarato il ricco e variegato patrimonio dell’Ucraina Il patrimonio più minacciato di tutta Europa.

Aperto l’invito a presentare candidature per il 7 Most Endangered 2025

Se conoscete un patrimonio importante in Europa che è in pericolo, candidatelo al Programma 7 Most Endangered 2025 e unitevi a noi negli sforzi per salvare il nostro patrimonio! Possono partecipare al programma sia il patrimonio materiale che quello immateriale, indipendentemente dal fatto che sia di proprietà pubblica o privata.

È possibile presentare una candidatura al programma con il sostegno di un’organizzazione membro o associata di Europa Nostra o diventando un membro individuale di Europa Nostra.

Per maggiori informazioni e per inviare le candidature online, visitate il sito web dei 7 Most Endangered.


Europa Nostra

Europa Nostra è la voce europea della società civile impegnata nella salvaguardia e nella promozione del patrimonio culturale e naturale. È una federazione paneuropea di ONG che si occupano di patrimonio culturale, sostenuta da una vasta rete di enti pubblici, aziende e singoli individui, che copre oltre 40 Paesi. È la più grande e la più rappresentativa rete per la tutela del patrimonio culturale in Europa e mantiene stretti rapporti con l’Unione europea, il Consiglio d’Europa, l’UNESCO e altri organismi internazionali. Fondata nel 1963, Europa Nostra celebra quest’anno il suo 60° anniversario.

Europa Nostra si batte per salvare i monumenti, i siti e i paesaggi europei in pericolo, in particolare attraverso il Programma 7 Most Endangered. Essa celebra e diffonde l’eccellenza con i Premi del Patrimonio culturale europeo / Premi Europa Nostra. Europa Nostra contribuisce attivamente alla definizione e all’attuazione di strategie e di politiche europee relative al patrimonio culturale, attraverso un dialogo partecipativo con le istituzioni europee e in coordinamento con l’European Heritage Alliance.

Europa Nostra ha guidato il consorzio europeo selezionato dalla Commissione europea per gestire il progetto pilota European Heritage Hub (2023-2025). È inoltre partner ufficiale dell’iniziativa New European Bauhaus, sviluppata dalla Commissione europea, ed è uno dei principali membri e sostenitori europei del Climate Heritage Network.


Istituto della Banca Europea per gli Investimenti

L’Istituto della Banca Europea per gli Investimenti (BEI-I) è stato creato all’interno del Gruppo BEI (Banca Europea per gli Investimenti e Fondo Europeo per gli Investimenti) per promuovere e sostenere iniziative sociali, culturali e accademiche con gli stakeholder europei e con il pubblico in generale. Costituisce un pilastro fondamentale dell’impegno del Gruppo BEI a favore della comunità e della cittadinanza. Maggiori informazioni su http://institute.eib.org


Europa Creativa

Europa Creativa è il programma dell’UE che sostiene i settori culturali e creativi, consentendo loro di accrescere il loro contributo alla società, all’economia e all’ambiente di vita europei. Con uno stanziamento di 2,4 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, sostiene organizzazioni nei settori del patrimonio culturale, delle arti dello spettacolo, delle belle arti, delle arti interdisciplinari, dell’editoria, del cinema, della televisione, della musica e dei videogiochi, nonché decine di migliaia di artisti, professionisti della cultura e dell’audiovisivo.

[1] I siti sono elencati in ordine alfabetico rispetto al Paese in cui si trovano.