Custodisce suggestione, nella veglia di Pasqua, il momento in cui il celebrante, a tre lati dell’altare, uno dopo l’altro, a voce spiegata canta: “Cristo, il Signore, è risorto”. E a eco prorompe in chiesa un maestoso risuonare di organo e, fuori la chiesa, lo sgolarsi fremente di campane. Così in faccia al mondo, in ogni direzione...
«Liberatelo e lasciatelo andare»
2026-03-23T11:07:13+01:00Anche oggi passi. Passi e domande, prima di giungere al grido di Gesù. Quel giorno alzò la voce, è scritto: “Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!»”. Io vorrei solo aprire fessure e lasciare che siano i vostri occhi a indugiare. Il racconto parte da lontano e da due giorni prima...
Usciti fuori
2026-03-23T10:52:37+01:00Male e morte non hanno l’ultima parola nella storia del mondo. Il racconto della libertà acquistata con l’uscita dalla terra di schiavitù, insieme al racconto della vita restituita a Lazzaro, sono l’affermazione del superamento della sconfortante ipotesi di un’umanità condannata a finire nel non senso del proprio...
Storie di madri e di un pianto inconsolabile
2025-12-28T23:45:08+01:00Sono a specchio oggi le prime e le ultime parole della liturgia della parola. A specchio a ricordare grido, pianto e lamento: Matteo dopo aver raccontato la strage degli innocenti ricorda le parole del profeta Geremia: “Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole...
Che cosa ho sul mio tavolo di disegno?
2025-12-09T10:23:56+01:00I passi dell’avvento in risposta a un’attesa. Una attesa che era lago, lago negli occhi di coloro che prorompevano in festa per un Messia, Gesù di Nazaret, in ingresso, su asina, nella città santa. Una strada piena di entusiasmo, di improvvisazioni, e di canti. Prima di scendere e poi salire a Gerusalemme, con il racconto di Matteo...
Come fiammifero nel vento
2025-04-08T08:17:12+02:00Leggevo il brano di Giovanni ed era come una immersione in umanità; percorrevo strade, entravo in una casa a Betania, poi sostavo alla pietra: la vita. Uno dopo l’altro mi si affacciavano volti: in successione nel racconto, prima Gesù e i discepoli, poi le sorelle Marta e Maria, i conoscenti venuti a consolarle...
Alla fine spirava vento per le strade di Betania
2024-03-20T02:09:07+01:00Prima una sosta sull’aria che si respira tra riga e riga del racconto, persino nel bianco tra parola e parola. Poi la sosta sui verbi che chiudono il racconto e mi suonano come un appello. Prima l’aria che si respira. Importante l’aria che si respira. La vorrei evocare con una espressione semplice, ma carica...
Sorrisi e lacrime
2023-08-21T10:55:53+02:00(Omelia del 20.08.2023 – dodicesima Domenica dopo Pentecoste) Non so che pensieri vi abbiano attraversato durante le letture odierne; in particolare quando nella prima abbiamo [...]
Il tepore della brace sulla piazza
2023-04-09T20:25:07+02:00(Omelia del 09.04.2023 – Domenica di Pasqua) Letture > Rileggo con voi il vangelo. Noi non ci daremo pace finché il racconto del mattino di [...]
Davanti ad un sepolcro…
2023-04-27T11:00:48+02:00Con stupore sempre nuovo contempliamo il mistero di Gesù… Soprattutto quando, come oggi, si immerger totalmente nella condizione di morte che regna nel mondo e [...]











