Don Enrico Magnani

Don Enrico Magnani

9 Agosto, 2025

Don Enrico Magnani

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9 Agosto, 2025

DESK E MEDIE

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Avevamo ascoltato la promessa che Dio fece ad Abramo:
renderlo nazioni, far nascere da lui dei re…
Abbiamo ascoltato la pretesa del popolo: avere un re come tutti gli altri popoli,
e Dio aveva risposto autorizzando Samuele ad esaudire la richiesta…
Ora è nuovamente Samuele, dopo il fallimento della prima unzione regale,
– quella di Saul capo sopra Israele, ma infedele all’Alleanza –
a ricevere il nuovo ordine di Dio: ungere segretamente Davide…
È sempre affascinante leggere il testo di oggi:
l’elezione divina che viene manifestata a Davide per mezzo di Samuele,
è segnata da due verbi: provvedere e scegliere…
Sono verbi che indicano l’elezione divina del re, prima di quella del popolo…

Quando lo leggiamo con i ragazzi vediamo nei loro volti il sorriso:
scoprono subito il qualcosa di particolare che avviene nella scelta,
quel progetto che Dio segue costantemente nella storia della salvezza…

La linea di benedizione non passa mai attraverso la primogenitura,
la bellezza umana, la forza fisica, il prestigio dei grandi:
è così anche nella famiglia di Iesse,
Davide preferito a Eliab, ad Abinadàb, a Sammà e agli altri…

Dio chiama, a guidare e salvare, chi appare meno qualificato sul piano umano…
Proprio per questo Davide riceve una consacrazione regale:
Davide è l’unto del Signore, una stretta relazione unirà Dio e il suo re…

Quando si celebra un battesimo c’è un piccolo e provocante gesto,
l’unzione con il crisma, olio di consacrazione…

Un gesto che pone grandi domande,
quelle che, forse, oggi – domenica di Davide – dovremmo porci dinanzi a Dio:
mi ricordo che io sono stato chiamato da Lui nel giorno del mio battesimo?
Mi ricordo di essere un suo consacrato?
Mi ricordo di essere un suo prescelto?
Sono domande impegnative,
quasi fulminanti la nostra tranquilla quotidianità ed ovvietà di cristiani tiepidi…

Domande che invitano a stare, sinceramente, davanti al mistero di Dio
che chiama ogni giorno a prendere una decisione di fronte a Lui…
Domande che sradicano la paura di non essere amato, di essere rifiutato,
di essere scartato perché indifeso, inesperto…
Domande che ricordano che il battezzato è scelto non per la propria gloria,
ma per la salvezza dell’altro: chiamati e consacrati per il servizio dell’altro…

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Avevamo ascoltato la promessa che Dio fece ad Abramo:
renderlo nazioni, far nascere da lui dei re…
Abbiamo ascoltato la pretesa del popolo: avere un re come tutti gli altri popoli,
e Dio aveva risposto autorizzando Samuele ad esaudire la richiesta…
Ora è nuovamente Samuele, dopo il fallimento della prima unzione regale,
– quella di Saul capo sopra Israele, ma infedele all’Alleanza –
a ricevere il nuovo ordine di Dio: ungere segretamente Davide…
È sempre affascinante leggere il testo di oggi:
l’elezione divina che viene manifestata a Davide per mezzo di Samuele,
è segnata da due verbi: provvedere e scegliere…
Sono verbi che indicano l’elezione divina del re, prima di quella del popolo…

Quando lo leggiamo con i ragazzi vediamo nei loro volti il sorriso:
scoprono subito il qualcosa di particolare che avviene nella scelta,
quel progetto che Dio segue costantemente nella storia della salvezza…

La linea di benedizione non passa mai attraverso la primogenitura,
la bellezza umana, la forza fisica, il prestigio dei grandi:
è così anche nella famiglia di Iesse,
Davide preferito a Eliab, ad Abinadàb, a Sammà e agli altri…

Dio chiama, a guidare e salvare, chi appare meno qualificato sul piano umano…
Proprio per questo Davide riceve una consacrazione regale:
Davide è l’unto del Signore, una stretta relazione unirà Dio e il suo re…

Quando si celebra un battesimo c’è un piccolo e provocante gesto,
l’unzione con il crisma, olio di consacrazione…

Un gesto che pone grandi domande,
quelle che, forse, oggi – domenica di Davide – dovremmo porci dinanzi a Dio:
mi ricordo che io sono stato chiamato da Lui nel giorno del mio battesimo?
Mi ricordo di essere un suo consacrato?
Mi ricordo di essere un suo prescelto?
Sono domande impegnative,
quasi fulminanti la nostra tranquilla quotidianità ed ovvietà di cristiani tiepidi…

Domande che invitano a stare, sinceramente, davanti al mistero di Dio
che chiama ogni giorno a prendere una decisione di fronte a Lui…
Domande che sradicano la paura di non essere amato, di essere rifiutato,
di essere scartato perché indifeso, inesperto…
Domande che ricordano che il battezzato è scelto non per la propria gloria,
ma per la salvezza dell’altro: chiamati e consacrati per il servizio dell’altro…

Don Enrico Magnani

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