
Don Enrico Magnani
31 Maggio, 2025

Don Enrico Magnani
31 Maggio, 2025
DESK E MEDIE
È una domanda, l’ultima domanda di Gesù, che impressiona sempre:
perché siete turbati? Perché nel vostro cuore ci sono dubbi?
Gesù risorto è in mezzo a loro, ma i discepoli vivono una incredula gioia:
invece di vedere, di azzardarsi a toccare, di riconoscere quell’uomo,
quel compagno di viaggio che per tre anni avevano seguito,
loro vedono un fantasma, qualcosa di evanescente,
qualcosa che rende vano il loro aver dato fiducia al giovane rabbì di Nazaret…
Ma, forse, gli apostoli si rendono conto, e ne hanno una grande paura,
che la loro fede è poca, è vuota, è evanescente, come i fantasmi…
Noi possiamo ben capire i discepoli: hanno appena vissuto, esperienze tragiche,
hanno visto la vita dell’amico – non dimentichiamo che li ha chiamati amici –
diventare una vita sconvolta…
E loro sono stati parte ben attiva di quello sconvolgimento:
uno aveva tradito, altri erano fuggiti, uno aveva rinnegato per ben tre volte…
Forse temevano che quello che chiamavano maestro, li avesse ingannati
ed ora, di nuovo davanti a lui: un altro inganno?
Certo, la presenza di Gesù in mezzo a loro, è qualcosa di incredibile,
certo la pace che Gesù invoca su di loro – pace che è un vero perdono –
è sconvolgente perché li immerge in una logica nuova…
Non possono più seguire la logica degli umani che cercano vendette e rivalse
ormai il risorto li invita, con la sua presenza, a cercare una logica nuova,
la logica di Dio, la logica divina della Pasqua…
Forse iniziano a comprendere che la vita che hanno condiviso con Gesù,
nell’avventura dei tre anni di annuncio dell’Evangelo,
e che è culminata nell’invito ad amare come lui ha amato,
ora si avvera in questa presenza di Gesù risorto tra loro…
Un invito che si avvera sempre di più: vi amo ancora, nonostante tutto,
questo è il vero avverarsi del comandamento di amarsi come io vi ho amato…
Chissà se anche noi, quando ci dobbiamo confrontare con la logica del risorto,
sentiamo il peso della nostra inadeguatezza:
possiamo credere davvero che il nostro peccato sia perdonato,
possiamo credere davvero che la presenza del risorto sia davvero perdono?
Ma Gesù risorto rassicura: guardate le mie mani i miei piedi, sono proprio io!
Il mondo è riconciliato, riconciliazione che diventa pasto comune:
avete qui qualche cosa da mangiare?
È il desiderio profondo e sedersi a tavola con noi per dirci il suo amore
per chiamarci ad essere, con lui, testimoni della logica di Dio,
della riconciliazione attuata per tutti con la forza dello spirito Santo…
MOBILE
È una domanda, l’ultima domanda di Gesù, che impressiona sempre:
perché siete turbati? Perché nel vostro cuore ci sono dubbi?
Gesù risorto è in mezzo a loro, ma i discepoli vivono una incredula gioia:
invece di vedere, di azzardarsi a toccare, di riconoscere quell’uomo,
quel compagno di viaggio che per tre anni avevano seguito,
loro vedono un fantasma, qualcosa di evanescente,
qualcosa che rende vano il loro aver dato fiducia al giovane rabbì di Nazaret…
Ma, forse, gli apostoli si rendono conto, e ne hanno una grande paura,
che la loro fede è poca, è vuota, è evanescente, come i fantasmi…
Noi possiamo ben capire i discepoli: hanno appena vissuto, esperienze tragiche,
hanno visto la vita dell’amico – non dimentichiamo che li ha chiamati amici –
diventare una vita sconvolta…
E loro sono stati parte ben attiva di quello sconvolgimento:
uno aveva tradito, altri erano fuggiti, uno aveva rinnegato per ben tre volte…
Forse temevano che quello che chiamavano maestro, li avesse ingannati
ed ora, di nuovo davanti a lui: un altro inganno?
Certo, la presenza di Gesù in mezzo a loro, è qualcosa di incredibile,
certo la pace che Gesù invoca su di loro – pace che è un vero perdono –
è sconvolgente perché li immerge in una logica nuova…
Non possono più seguire la logica degli umani che cercano vendette e rivalse
ormai il risorto li invita, con la sua presenza, a cercare una logica nuova,
la logica di Dio, la logica divina della Pasqua…
Forse iniziano a comprendere che la vita che hanno condiviso con Gesù,
nell’avventura dei tre anni di annuncio dell’Evangelo,
e che è culminata nell’invito ad amare come lui ha amato,
ora si avvera in questa presenza di Gesù risorto tra loro…
Un invito che si avvera sempre di più: vi amo ancora, nonostante tutto,
questo è il vero avverarsi del comandamento di amarsi come io vi ho amato…
Chissà se anche noi, quando ci dobbiamo confrontare con la logica del risorto,
sentiamo il peso della nostra inadeguatezza:
possiamo credere davvero che il nostro peccato sia perdonato,
possiamo credere davvero che la presenza del risorto sia davvero perdono?
Ma Gesù risorto rassicura: guardate le mie mani i miei piedi, sono proprio io!
Il mondo è riconciliato, riconciliazione che diventa pasto comune:
avete qui qualche cosa da mangiare?
È il desiderio profondo e sedersi a tavola con noi per dirci il suo amore
per chiamarci ad essere, con lui, testimoni della logica di Dio,
della riconciliazione attuata per tutti con la forza dello spirito Santo…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






