
Don Enrico Magnani
13 Gennaio, 2023

Don Enrico Magnani
13 Gennaio, 2023
DESK E MEDIE
Era un giorno di nozze, festa che ricordava l’esperienza nuziale del profeta Osea,
e il danzare, ricercandosi e trovandosi, del Cantico dei Cantici…
Era il terzo giorno, quello che, nel Primo Testamento
è riservato alle grandi teofanie, come al Sinai…
Ed era giorno di abbondanza di vino, quello di cui i profeti spesso parlano,
annunciando le nozze messianiche…
Ed è il giorno in cui troviamo, tra i partecipanti allo sposalizio, la Madre di Gesù,
– che è già là, come si trovasse a casa sua –
e c’è anche l’invitato Gesù, con i suoi discepoli…
Chi ha invitato Gesù alle nozze, quel giorno a Cana?
Di chi era parente Gesù: della gente di lui o di quelli di lei?
Maria era, probabilmente, contenta di essere là, con suo figlio,
per vivere, con lui, una gioia che si annunciava abbondante…
Una festa destinata a durare un lungo tempo:
una settimana di canti, danze, di cibi raffinati e vini succulenti,
con il ritrovarsi dei volti, il riannodarsi di storie e di cammini,
i compaesani riuniti ogni sera, una festa cui tutti contribuiscono…
E, all’improvviso, la tensione: un timoroso accorgersi di una mancanza
ed una semplice frase: Non hanno più vino!
Non solo una povertà, che rende meno ricca la festa,
ma, soprattutto, un presagio negativo:
il sospetto che su quelle nozze manchi la benedizione di Dio…
E, forse, è questa la vera preoccupazione di Maria:
come può finire la festa, quando Gesù è con loro?
come può Dio non benedire la gioia di quei due sposi?
come può terminare in difficoltà, il banchetto che dovrebbe aprire alla vita?
Tuttavia, vinta ogni titubanza, Gesù dona il vino nuovo:
il vino della gioia, il vino della compagnia festosa…
Ora che sei tra noi, Signore, non siamo più gente abbandonata…
Ora che, ogni giorno, ci doni il vino della tua presenza,
sentiamo di trovare in te la vera gioia…
Ora che, con il dono dello Spirito, prendi dimora in ognuno di noi,
come uno sposo nella sposa, sentiamo di essere il tuo piacere,
nell’umile storia della nostre giornate…
In ogni nostra comunità – dove; spesso, viene a mancare la gioia –
tu doni il vino nuovo: il vino del tuo stare con noi, con il tuo amore!
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Era un giorno di nozze, festa che ricordava l’esperienza nuziale del profeta Osea,
e il danzare, ricercandosi e trovandosi, del Cantico dei Cantici…
Era il terzo giorno, quello che, nel Primo Testamento
è riservato alle grandi teofanie, come al Sinai…
Ed era giorno di abbondanza di vino, quello di cui i profeti spesso parlano,
annunciando le nozze messianiche…
Ed è il giorno in cui troviamo, tra i partecipanti allo sposalizio, la Madre di Gesù,
– che è già là, come si trovasse a casa sua –
e c’è anche l’invitato Gesù, con i suoi discepoli…
Chi ha invitato Gesù alle nozze, quel giorno a Cana?
Di chi era parente Gesù: della gente di lui o di quelli di lei?
Maria era, probabilmente, contenta di essere là, con suo figlio,
per vivere, con lui, una gioia che si annunciava abbondante…
Una festa destinata a durare un lungo tempo:
una settimana di canti, danze, di cibi raffinati e vini succulenti,
con il ritrovarsi dei volti, il riannodarsi di storie e di cammini,
i compaesani riuniti ogni sera, una festa cui tutti contribuiscono…
E, all’improvviso, la tensione: un timoroso accorgersi di una mancanza
ed una semplice frase: Non hanno più vino!
Non solo una povertà, che rende meno ricca la festa,
ma, soprattutto, un presagio negativo:
il sospetto che su quelle nozze manchi la benedizione di Dio…
E, forse, è questa la vera preoccupazione di Maria:
come può finire la festa, quando Gesù è con loro?
come può Dio non benedire la gioia di quei due sposi?
come può terminare in difficoltà, il banchetto che dovrebbe aprire alla vita?
Tuttavia, vinta ogni titubanza, Gesù dona il vino nuovo:
il vino della gioia, il vino della compagnia festosa…
Ora che sei tra noi, Signore, non siamo più gente abbandonata…
Ora che, ogni giorno, ci doni il vino della tua presenza,
sentiamo di trovare in te la vera gioia…
Ora che, con il dono dello Spirito, prendi dimora in ognuno di noi,
come uno sposo nella sposa, sentiamo di essere il tuo piacere,
nell’umile storia della nostre giornate…
In ogni nostra comunità – dove; spesso, viene a mancare la gioia –
tu doni il vino nuovo: il vino del tuo stare con noi, con il tuo amore!
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






