
Don Enrico Magnani
7 Ottobre, 2023

Don Enrico Magnani
7 Ottobre, 2023
DESK E MEDIE
Una parabola per insegnare la gratuità:
fare qualcosa senza volere nulla in cambio…
La stessa gratuità che il Padre (Dio) usa verso i suoi figli (noi)…
Umanamente – non solo nella nostra epoca, ma anche in quella di Gesù –
pensare alla gratuità, ma, soprattutto, agire con gratuità non è facile,
anzi, ogni cosa realizzata, attende, spesso, qualcosa in cambio…
Così, ciò che Gesù propone è il cambiamento delle logiche umane:
Gesù ci parla non da padrone, ma da servo…
È lui il primo che ha donato con gratuità:
ha donato se stesso facendosi crocifiggere per noi,
con la morte peggiore, non solo per il dolore fisico,
ma soprattutto per l’umiliazione di diventare oggetto di scherno…
Per questo Gesù ci narra del servo che torna, dopo una dura giornata di lavoro:
ha arato, seminato il campo, pascolato il gregge…
Ma, quando torna dalla sua fatica, non può concedersi un attimo di riposo:
subito il padrone lo richiama ai suoi doveri: Rimboccati la veste e servimi…
In realtà, il primo e vero servo è proprio quel Gesù che narra parabole:
lui è venuto a seminare, portando l’annuncio del vangelo,
lui si impegna a pascolare, prendendosi cura dei suoi fratelli…
Ed ecco che il secondo servo è ciascuno di noi:
noi cristiani, consacrati e chiamati ad arare, seminare e pascolare il gregge…
Continuamente siamo mandati nel campo del mondo,
a lavorare e seminare con la nostra vita,
anche là, dove la Chiesa fatica ad entrare nei cuori della gente,
ad annunciare Gesù e testimoniare una Chiesa bella per tutti,
soprattutto per chi, spesso, si sente escluso e gettato fuori…
Perché non è volere di Dio che qualcuno sia scartato!
Per questo siamo tutti chiamati a pascolare il gregge di Dio:
ad aver cura di quanti ci stanno accanto,
principalmente di chi vive situazioni di disagio,
chiamati a prenderci cura di loro,
per essere servi ovunque, sul lavoro, nella propria casa, nell’impegno politico,
nell’amicizia, nel momento della tristezza e in quello della gioia…
Siamo chiamati a donare la nostra vita senza farne questione di vanto:
siamo tutti fratelli chiamati a mettersi, festosamente, a servizio del Vangelo
nella gioia dell’inutilità, colmata di utilità dall’amore di Dio…
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Una parabola per insegnare la gratuità:
fare qualcosa senza volere nulla in cambio…
La stessa gratuità che il Padre (Dio) usa verso i suoi figli (noi)…
Umanamente – non solo nella nostra epoca, ma anche in quella di Gesù –
pensare alla gratuità, ma, soprattutto, agire con gratuità non è facile,
anzi, ogni cosa realizzata, attende, spesso, qualcosa in cambio…
Così, ciò che Gesù propone è il cambiamento delle logiche umane:
Gesù ci parla non da padrone, ma da servo…
È lui il primo che ha donato con gratuità:
ha donato se stesso facendosi crocifiggere per noi,
con la morte peggiore, non solo per il dolore fisico,
ma soprattutto per l’umiliazione di diventare oggetto di scherno…
Per questo Gesù ci narra del servo che torna, dopo una dura giornata di lavoro:
ha arato, seminato il campo, pascolato il gregge…
Ma, quando torna dalla sua fatica, non può concedersi un attimo di riposo:
subito il padrone lo richiama ai suoi doveri: Rimboccati la veste e servimi…
In realtà, il primo e vero servo è proprio quel Gesù che narra parabole:
lui è venuto a seminare, portando l’annuncio del vangelo,
lui si impegna a pascolare, prendendosi cura dei suoi fratelli…
Ed ecco che il secondo servo è ciascuno di noi:
noi cristiani, consacrati e chiamati ad arare, seminare e pascolare il gregge…
Continuamente siamo mandati nel campo del mondo,
a lavorare e seminare con la nostra vita,
anche là, dove la Chiesa fatica ad entrare nei cuori della gente,
ad annunciare Gesù e testimoniare una Chiesa bella per tutti,
soprattutto per chi, spesso, si sente escluso e gettato fuori…
Perché non è volere di Dio che qualcuno sia scartato!
Per questo siamo tutti chiamati a pascolare il gregge di Dio:
ad aver cura di quanti ci stanno accanto,
principalmente di chi vive situazioni di disagio,
chiamati a prenderci cura di loro,
per essere servi ovunque, sul lavoro, nella propria casa, nell’impegno politico,
nell’amicizia, nel momento della tristezza e in quello della gioia…
Siamo chiamati a donare la nostra vita senza farne questione di vanto:
siamo tutti fratelli chiamati a mettersi, festosamente, a servizio del Vangelo
nella gioia dell’inutilità, colmata di utilità dall’amore di Dio…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






