
Don Enrico Magnani
23 Agosto, 2025

Don Enrico Magnani
23 Agosto, 2025
DESK E MEDIE
I discepoli vogliono sapere chi è il più grande nel Regno…
La domanda rivela che avevano capito poco, o nulla, del messaggio di Gesù…
Così, proprio per loro, Gesù inizia il quarto grande discorso del Vangelo di Matteo
quello sulla Nuova Legge, chiamato il Discorso della Comunità…
Un discorso che, tutto intero, vuol far capire che tra i seguaci e le seguaci di Gesù
deve esserci soltanto uno spirito di servizio, di dono, di perdono,
di riconciliazione e di amore gratuito,
senza mai cercare il proprio interesse e la propria promozione…
Poiché i discepoli chiedono un criterio
per poter misurare l’importanza delle persone nella comunità,
Gesù risponde che il criterio sono i piccoli!
Quei piccoli che non hanno importanza sociale,
quelli che non appartengono al mondo dei grandi,
che contano nulla nella società del tornaconto
e, facilmente, vengono abbandonati alla dimenticanza, alla sofferenza,
alla persecuzione e all’emarginazione…
Sono loro i primi ad entrare nella grandezza vera,
quella del regno dei cieli!
Per questo, ogni discepolo di Gesù deve imparare la piccolezza:
invece di crescere verso l’alto,
deve imparare a crescere verso il basso e verso la periferia,
deve imparare il luogo dove vivono i poveri, i piccoli…
Perché Gesù si identifica con piccoli…
L’amore di Gesù verso i piccoli non ha spiegazione…
I piccoli, come i bambini, non hanno meriti da vantare…
È la pura gratuità dell’amore di Dio che qui si manifesta
e che chiede di essere imitata, nella comunità,
da coloro che si dicono discepoli e discepole di Gesù…
Inoltre, i piccoli, che credono in Gesù, non devono essere scandalizzati!
Scandalizzare i piccoli significa: essere motivo per loro di perdita di fede in Dio
e spingerli ad abbandonare la comunità…
Quante volte i piccoli non si sentono a casa tra di noi…
Gesù ci ordina di tagliare un piede o di cavare un occhio;
esigente parola che invita la Comunità a tagliare ciò che allontana i piccoli…
Se un piccolo, chiunque esso sia, si sente emarginato nella nostra comunità,
questa nostra comunità non sarà più un segno del Regno di Dio…
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I discepoli vogliono sapere chi è il più grande nel Regno…
La domanda rivela che avevano capito poco, o nulla, del messaggio di Gesù…
Così, proprio per loro, Gesù inizia il quarto grande discorso del Vangelo di Matteo
quello sulla Nuova Legge, chiamato il Discorso della Comunità…
Un discorso che, tutto intero, vuol far capire che tra i seguaci e le seguaci di Gesù
deve esserci soltanto uno spirito di servizio, di dono, di perdono,
di riconciliazione e di amore gratuito,
senza mai cercare il proprio interesse e la propria promozione…
Poiché i discepoli chiedono un criterio
per poter misurare l’importanza delle persone nella comunità,
Gesù risponde che il criterio sono i piccoli!
Quei piccoli che non hanno importanza sociale,
quelli che non appartengono al mondo dei grandi,
che contano nulla nella società del tornaconto
e, facilmente, vengono abbandonati alla dimenticanza, alla sofferenza,
alla persecuzione e all’emarginazione…
Sono loro i primi ad entrare nella grandezza vera,
quella del regno dei cieli!
Per questo, ogni discepolo di Gesù deve imparare la piccolezza:
invece di crescere verso l’alto,
deve imparare a crescere verso il basso e verso la periferia,
deve imparare il luogo dove vivono i poveri, i piccoli…
Perché Gesù si identifica con piccoli…
L’amore di Gesù verso i piccoli non ha spiegazione…
I piccoli, come i bambini, non hanno meriti da vantare…
È la pura gratuità dell’amore di Dio che qui si manifesta
e che chiede di essere imitata, nella comunità,
da coloro che si dicono discepoli e discepole di Gesù…
Inoltre, i piccoli, che credono in Gesù, non devono essere scandalizzati!
Scandalizzare i piccoli significa: essere motivo per loro di perdita di fede in Dio
e spingerli ad abbandonare la comunità…
Quante volte i piccoli non si sentono a casa tra di noi…
Gesù ci ordina di tagliare un piede o di cavare un occhio;
esigente parola che invita la Comunità a tagliare ciò che allontana i piccoli…
Se un piccolo, chiunque esso sia, si sente emarginato nella nostra comunità,
questa nostra comunità non sarà più un segno del Regno di Dio…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






