
Don Enrico Magnani
4 Marzo, 2023

Don Enrico Magnani
4 Marzo, 2023
DESK E MEDIE
Stanno di fronte: un uomo, un ebreo, e una donna, una samaritana:
due mondi che vivono normalmente in parallelo, senza mai incontrarsi…
Come spesso accade anche oggi! C’è l’uno e, distante, c’è l’altro:
ciascuno nel suo cantuccio, circondato da sicure recinzioni,
protetto da grandi montagne, dove i confini sono sicuri, assicurati e precisi…
Così la vita può andare avanti, senza storie pericolose, senza inconvenienti…
Ma, a volte, ci sono fatti che, inaspettatamente, cancellano le frontiere:
e ci si può incontrare su un terreno comune, in una nuova e diversa verità,
perché soffia il vento nuovo della condivisione…
Al pozzo, tutto parte da un dono: la parola che Gesù rivolge alla Samaritana,
da cui un confine che si rompe, un incontro inatteso, un orizzonte nuovo…
E il meraviglioso sta nel fatto che il movimento non si fermi:
la parola passa, attraverso la Samaritana, alla gente della città…
Ed essi sono interessati, ma il movimento non si ferma qui:
quelli di Sicar si muovono a loro volta, e vanno da Gesù…
Chissà quante narrazioni, da quel piccolo villaggio, sono rimbalzate nella storia:
parole che circolano, che rompono i confini, che creano nuovi cammini…
Certo, una parola che corre non crea, immediatamente, la fede:
così come il riconoscimento di Gesù, non è immediato nella Samaritana;
è solo alla fine del lungo dialogo che la donna riconosce Gesù come Messia…
Tutto inizia dalla condivisione di una fatica quotidiana: l’acqua da attingere,
– per cui Gesù rivela la sua vita personale e più intima –
poi si parla di vera religione e di culto, si ragiona sulla venuta del Messia…
Il lungo dialogo religioso, complesso come la vita, porta alla trasformazione:
la donna, chiacchierata, ora trasformata dal dialogo, va a dialogare con i suoi,
perché, a loro volta, possano incontrare Gesù…
Tutto è partito da due persone, una di fronte all’altra, tra diffidenze e chiusure…
Poi il dono di una parola, che chiede essa stessa un dono, che trasforma tutto! U
n uomo stanco e assetato chiede l’acqua, senza rispettare le regole:
disturba le strutture piccine di ciascuno, e, chiedendo, inizia a donare…
Il Salvatore del mondo è, oggi, uno dei tanti sconosciuti,
che manifestano, in mille modi, necessità e indigenze…
C’è chi, davanti quella domanda, trova il coraggio – quello della Samaritana
– di uscire da se stesso, per avanzare, nella speranza, in una nuova terra…
Ed è questo coraggio che fa iniziare l’esplosione:
un soffio di novità e verità che ricrea il vivere e spalanca i nuovi orizzonti,
perché il Dio vivente si manifesti, rimanga con noi, e ci renda suoi testimoni…
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Stanno di fronte: un uomo, un ebreo, e una donna, una samaritana:
due mondi che vivono normalmente in parallelo, senza mai incontrarsi…
Come spesso accade anche oggi! C’è l’uno e, distante, c’è l’altro:
ciascuno nel suo cantuccio, circondato da sicure recinzioni,
protetto da grandi montagne, dove i confini sono sicuri, assicurati e precisi…
Così la vita può andare avanti, senza storie pericolose, senza inconvenienti…
Ma, a volte, ci sono fatti che, inaspettatamente, cancellano le frontiere:
e ci si può incontrare su un terreno comune, in una nuova e diversa verità,
perché soffia il vento nuovo della condivisione…
Al pozzo, tutto parte da un dono: la parola che Gesù rivolge alla Samaritana,
da cui un confine che si rompe, un incontro inatteso, un orizzonte nuovo…
E il meraviglioso sta nel fatto che il movimento non si fermi:
la parola passa, attraverso la Samaritana, alla gente della città…
Ed essi sono interessati, ma il movimento non si ferma qui:
quelli di Sicar si muovono a loro volta, e vanno da Gesù…
Chissà quante narrazioni, da quel piccolo villaggio, sono rimbalzate nella storia:
parole che circolano, che rompono i confini, che creano nuovi cammini…
Certo, una parola che corre non crea, immediatamente, la fede:
così come il riconoscimento di Gesù, non è immediato nella Samaritana;
è solo alla fine del lungo dialogo che la donna riconosce Gesù come Messia…
Tutto inizia dalla condivisione di una fatica quotidiana: l’acqua da attingere,
– per cui Gesù rivela la sua vita personale e più intima –
poi si parla di vera religione e di culto, si ragiona sulla venuta del Messia…
Il lungo dialogo religioso, complesso come la vita, porta alla trasformazione:
la donna, chiacchierata, ora trasformata dal dialogo, va a dialogare con i suoi,
perché, a loro volta, possano incontrare Gesù…
Tutto è partito da due persone, una di fronte all’altra, tra diffidenze e chiusure…
Poi il dono di una parola, che chiede essa stessa un dono, che trasforma tutto! U
n uomo stanco e assetato chiede l’acqua, senza rispettare le regole:
disturba le strutture piccine di ciascuno, e, chiedendo, inizia a donare…
Il Salvatore del mondo è, oggi, uno dei tanti sconosciuti,
che manifestano, in mille modi, necessità e indigenze…
C’è chi, davanti quella domanda, trova il coraggio – quello della Samaritana
– di uscire da se stesso, per avanzare, nella speranza, in una nuova terra…
Ed è questo coraggio che fa iniziare l’esplosione:
un soffio di novità e verità che ricrea il vivere e spalanca i nuovi orizzonti,
perché il Dio vivente si manifesti, rimanga con noi, e ci renda suoi testimoni…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






