
Don Enrico Magnani
20 Aprile, 2023

Don Enrico Magnani
20 Aprile, 2023
DESK E MEDIE
È ben strana la figura di Giovanni Battista
che ritorna a noi, inaspettatamente, in questo tempo pasquale…
Giovanni si presenta come un “passa parola”: è voce di Colui che è la Parola
e punta l’indice per indicare colui che diventerà l’Agnello,
il nuovo Agnello pasquale, offerto per la salvezza di tutti…
Forse ci sconcerta il fatto che un testimone dica di non conoscere
colui che deve testimoniare: Io non lo conoscevo…
Ma forse nessuno può mai dire di conoscere Gesù,
con la forza di possesso che questo verbo suggerisce….
Giovanni, vero testimone, non vuole essere un esperto di Dio,
e si definisce come esperto sì, ma del mistero!
Chi vuol conoscere Gesù deve essere sempre certo di non conoscere,
e di essere in un incessante cammino, illuminato e condotto dallo Spirito…
Perché, diversamente da ogni altra conoscenza,
l’esperienza della fede resti sempre una non-conoscenza,
una luce donata, che non può essere mai posseduta interamente,
ma solo incessantemente ricevuta in dono…
Con questa consapevolezza, anche noi, dopo l’esperienza pasquale,
siamo chiamati ad entrare nell’atteggiamento della non-conoscenza…
Dio ci ha posto sulla bocca la sua Parola,
perché la portiamo a quanti incontriamo,
anche se non possiamo neppure immaginare
cosa avverrà di quel seme, prezioso, che lasciamo sul terreno…
Con l’umiltà di Giovanni, testimoniamo il Risorto e il suo Regno,
cercando, insieme con gli uomini e le donne che incontriamo,
quella giustizia e quella pace che nascono dalla contemplazione dello Spirito…
Noi non conosciamo sino in fondo il mistero di Gesù:
è soltanto lui l’Agnello di Dio
soltanto lui conosce la forza del suo amore che distrugge il peccato…
Questo non conoscere è importante:
noi siamo nelle condizioni di Giovanni Battista, consapevoli di non conoscere,
accettiamo di conoscere, ascoltando e contemplando le Scritture,
la porta che ci è aperta nel mistero della nostra esistenza…
Gesù viene verso di noi e questa è la nostra pace: Lui viene per noi!
È lui che conosciamo veramente, nel nostro non conoscere…
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È ben strana la figura di Giovanni Battista
che ritorna a noi, inaspettatamente, in questo tempo pasquale…
Giovanni si presenta come un “passa parola”: è voce di Colui che è la Parola
e punta l’indice per indicare colui che diventerà l’Agnello,
il nuovo Agnello pasquale, offerto per la salvezza di tutti…
Forse ci sconcerta il fatto che un testimone dica di non conoscere
colui che deve testimoniare: Io non lo conoscevo…
Ma forse nessuno può mai dire di conoscere Gesù,
con la forza di possesso che questo verbo suggerisce….
Giovanni, vero testimone, non vuole essere un esperto di Dio,
e si definisce come esperto sì, ma del mistero!
Chi vuol conoscere Gesù deve essere sempre certo di non conoscere,
e di essere in un incessante cammino, illuminato e condotto dallo Spirito…
Perché, diversamente da ogni altra conoscenza,
l’esperienza della fede resti sempre una non-conoscenza,
una luce donata, che non può essere mai posseduta interamente,
ma solo incessantemente ricevuta in dono…
Con questa consapevolezza, anche noi, dopo l’esperienza pasquale,
siamo chiamati ad entrare nell’atteggiamento della non-conoscenza…
Dio ci ha posto sulla bocca la sua Parola,
perché la portiamo a quanti incontriamo,
anche se non possiamo neppure immaginare
cosa avverrà di quel seme, prezioso, che lasciamo sul terreno…
Con l’umiltà di Giovanni, testimoniamo il Risorto e il suo Regno,
cercando, insieme con gli uomini e le donne che incontriamo,
quella giustizia e quella pace che nascono dalla contemplazione dello Spirito…
Noi non conosciamo sino in fondo il mistero di Gesù:
è soltanto lui l’Agnello di Dio
soltanto lui conosce la forza del suo amore che distrugge il peccato…
Questo non conoscere è importante:
noi siamo nelle condizioni di Giovanni Battista, consapevoli di non conoscere,
accettiamo di conoscere, ascoltando e contemplando le Scritture,
la porta che ci è aperta nel mistero della nostra esistenza…
Gesù viene verso di noi e questa è la nostra pace: Lui viene per noi!
È lui che conosciamo veramente, nel nostro non conoscere…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






