
Don Enrico Magnani
5 Settembre, 2026

Don Enrico Magnani
5 Settembre, 2026
DESK E MEDIE
Era un Sabato, giorno di riposo e colmo di divieti, ma Gesù aveva fatto altro…
Si era azzardato a far camminare un paralitico malato da trentotto anni:
e di paralisi ce ne sono, lo sappiamo, tante, nel mondo… E di tutti i generi!
Nascono subito le critiche: si è violato il divieto divino
quello che impedisce, nel sabato, ogni opera che non sia il culto di Dio…
Voi mi criticate – sembra dire Gesù – ma io do la vita!
L’ho visto fare da mio Padre, e lo faccio, ora…
E non è giusto impedirmelo per il fatto che è sabato…
Io l’ho imparato da mio Padre, io ascolto lui: perché lui, fin dall’in principio,
ha creato, ha dato vita, ha comunicato vita…
Ciò che Gesù faceva – tra cui liberare dalle paralisi –
era ciò che aveva visto fare da suo Padre: dare la vita…
L’Evangelo ci fa entrare, così, nel mistero del rapporto tra Gesù e il Padre
e, nello stesso tempo, ci rivela la relazione tra Dio e ogni essere umano…
Perché la relazione tra il Figlio e il Padre
è la base della relazione che Dio vuole stabilire
tra sé e ogni uomo e donna della terra che accolgano il Figlio…
Quella di Gesù sembra una condizione radicale “povertà”:
il Figlio da se stesso non può fare nulla…
La relazione di Gesù con il Padre è di una di totale dipendenza:
quello che il Padre fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo…
D’altra parte, se il Figlio riceve tutto dal Padre,
il Padre ama il Figlio e gli manifesta tutto quello che fa,
in una manifestazione dinamica e sempre crescente…
Ed anche ciascuno di noi, è chiamato a scrutare il mistero del Padre,
a imparare, come veri figli, ciò che in ogni istante fa il Padre,
e a viverlo nel concreto della nostra vita quotidiana…
Creare vita, come il Padre, rendendo dignitosa e serena la vita di chi incontriamo,
creare bellezza, custodendo la meraviglia dell’universo,
creare pace, rispettando il ritmo singolare di ciascun vivente…
La nostra vita è chiamata ad onorare il Figlio,
nel senso che siamo chiamati a vivere, come figli, la vita del Figlio…
E noi onoriamo il Figlio quando da lui cogliamo, e accogliamo,
il mistero del nostro essere figli di Dio
e vediamo in ogni persona del mondo un figlio di Dio…
E in questo modo onoriamo il Padre che lo ha mandato…
È il tempo della nostra pasqua, è il nostro passare dal nulla alla vita,
e far passare il mondo, con noi, dalla distruzione alla gioia in Dio…
MOBILE
Era un Sabato, giorno di riposo e colmo di divieti, ma Gesù aveva fatto altro…
Si era azzardato a far camminare un paralitico malato da trentotto anni:
e di paralisi ce ne sono, lo sappiamo, tante, nel mondo… E di tutti i generi!
Nascono subito le critiche: si è violato il divieto divino
quello che impedisce, nel sabato, ogni opera che non sia il culto di Dio…
Voi mi criticate – sembra dire Gesù – ma io do la vita!
L’ho visto fare da mio Padre, e lo faccio, ora…
E non è giusto impedirmelo per il fatto che è sabato…
Io l’ho imparato da mio Padre, io ascolto lui: perché lui, fin dall’in principio,
ha creato, ha dato vita, ha comunicato vita…
Ciò che Gesù faceva – tra cui liberare dalle paralisi –
era ciò che aveva visto fare da suo Padre: dare la vita…
L’Evangelo ci fa entrare, così, nel mistero del rapporto tra Gesù e il Padre
e, nello stesso tempo, ci rivela la relazione tra Dio e ogni essere umano…
Perché la relazione tra il Figlio e il Padre
è la base della relazione che Dio vuole stabilire
tra sé e ogni uomo e donna della terra che accolgano il Figlio…
Quella di Gesù sembra una condizione radicale “povertà”:
il Figlio da se stesso non può fare nulla…
La relazione di Gesù con il Padre è di una di totale dipendenza:
quello che il Padre fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo…
D’altra parte, se il Figlio riceve tutto dal Padre,
il Padre ama il Figlio e gli manifesta tutto quello che fa,
in una manifestazione dinamica e sempre crescente…
Ed anche ciascuno di noi, è chiamato a scrutare il mistero del Padre,
a imparare, come veri figli, ciò che in ogni istante fa il Padre,
e a viverlo nel concreto della nostra vita quotidiana…
Creare vita, come il Padre, rendendo dignitosa e serena la vita di chi incontriamo,
creare bellezza, custodendo la meraviglia dell’universo,
creare pace, rispettando il ritmo singolare di ciascun vivente…
La nostra vita è chiamata ad onorare il Figlio,
nel senso che siamo chiamati a vivere, come figli, la vita del Figlio…
E noi onoriamo il Figlio quando da lui cogliamo, e accogliamo,
il mistero del nostro essere figli di Dio
e vediamo in ogni persona del mondo un figlio di Dio…
E in questo modo onoriamo il Padre che lo ha mandato…
È il tempo della nostra pasqua, è il nostro passare dal nulla alla vita,
e far passare il mondo, con noi, dalla distruzione alla gioia in Dio…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






