
Don Enrico Magnani
2 Febbraio, 2024

Don Enrico Magnani
2 Febbraio, 2024
DESK E MEDIE
La donna non voleva ingannare nessuno:
voleva soltanto essere accolta, una piccola violenza nei confronti di un maestro
che parlava di regno, di perdono, di novità
e, nella sua vita stanca e abituale, aveva portato freschezza e, forse, dolcezza…
Che fare, allora?
Per rompere il buio, che il giudizio del villaggio le aveva cucito addosso…
Per sfidare il marchio di peccato, che benpensanti e giusti le avevano affibbiato…
Per dire la sua sete di novità al Maestro buono…
Una decisione, forse improvvisa, che rovina il banchetto accuratamente preparato:
un’ospitalità di riguardo, destinata a dar lustro all’anfitrione…
Forse voleva inventare qualcosa di nuovo, ma non c’è riuscita:
ha ripetuto i gesti del suo lavoro,
ha replicato il comportamento che aveva con tutti i suoi amanti,
e la novità del cuore si era inabissata nella povertà del gesto…
Ma in quel finale di pranzo qualcosa diventa diverso:
i suoi gesti, prezzolati e distratti, inconsciamente, cambiano di significato…
Ora diventano espressione di novità, di cambiamento e di rispetto…
Il profumo lo aveva comprato lei – con i risparmi, nati dal suo peccato –
e, quasi senza esitazioni vuota il vaso, perché il prezioso profumo si diffonda:
un profumo buono, fine ed elegante…
Perché il gesto abusato diventi nuovo e bello…
E Gesù non pensa neppure lontanamente a sviare quelle effusioni,
che qualcuno potrebbe giudicare compromettenti…
Lui sa di che donna si tratti, ma non dice condanna: la lascia agire, comprende…
Dice solo una parola, che distrugge il peccato, accorda il perdono e riabilita…
Siamo davanti all’esplosione della libertà propria dell’amore…
Così Gesù, l’unico e vero Messia,
proclama che l’essere umano non è condannato alla schiavitù della legge…
Il cristiano è liberato sulla base di una fede che diventa amore:
quell’amore che predica Gesù: la tua fede ti ha salvato…
Allora, le prostitute erano considerate schiave: esseri che non esistevano…
Ma, quel giorno, una di loro ascoltò parole di assoluzione, di canonizzazione…
Perché aveva fatto del gesto del suo lavoro, l’espressione del suo cambiar vita…
E così trova un posto – e che posto! – nel Vangelo…
Le parole di Gesù: i tuoi peccati sono perdonati!
potremmo, davvero, intenderle così: donna, sei diventata santa!
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La donna non voleva ingannare nessuno:
voleva soltanto essere accolta, una piccola violenza nei confronti di un maestro
che parlava di regno, di perdono, di novità
e, nella sua vita stanca e abituale, aveva portato freschezza e, forse, dolcezza…
Che fare, allora?
Per rompere il buio, che il giudizio del villaggio le aveva cucito addosso…
Per sfidare il marchio di peccato, che benpensanti e giusti le avevano affibbiato…
Per dire la sua sete di novità al Maestro buono…
Una decisione, forse improvvisa, che rovina il banchetto accuratamente preparato:
un’ospitalità di riguardo, destinata a dar lustro all’anfitrione…
Forse voleva inventare qualcosa di nuovo, ma non c’è riuscita:
ha ripetuto i gesti del suo lavoro,
ha replicato il comportamento che aveva con tutti i suoi amanti,
e la novità del cuore si era inabissata nella povertà del gesto…
Ma in quel finale di pranzo qualcosa diventa diverso:
i suoi gesti, prezzolati e distratti, inconsciamente, cambiano di significato…
Ora diventano espressione di novità, di cambiamento e di rispetto…
Il profumo lo aveva comprato lei – con i risparmi, nati dal suo peccato –
e, quasi senza esitazioni vuota il vaso, perché il prezioso profumo si diffonda:
un profumo buono, fine ed elegante…
Perché il gesto abusato diventi nuovo e bello…
E Gesù non pensa neppure lontanamente a sviare quelle effusioni,
che qualcuno potrebbe giudicare compromettenti…
Lui sa di che donna si tratti, ma non dice condanna: la lascia agire, comprende…
Dice solo una parola, che distrugge il peccato, accorda il perdono e riabilita…
Siamo davanti all’esplosione della libertà propria dell’amore…
Così Gesù, l’unico e vero Messia,
proclama che l’essere umano non è condannato alla schiavitù della legge…
Il cristiano è liberato sulla base di una fede che diventa amore:
quell’amore che predica Gesù: la tua fede ti ha salvato…
Allora, le prostitute erano considerate schiave: esseri che non esistevano…
Ma, quel giorno, una di loro ascoltò parole di assoluzione, di canonizzazione…
Perché aveva fatto del gesto del suo lavoro, l’espressione del suo cambiar vita…
E così trova un posto – e che posto! – nel Vangelo…
Le parole di Gesù: i tuoi peccati sono perdonati!
potremmo, davvero, intenderle così: donna, sei diventata santa!
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






