
Don Enrico Magnani
31 Agosto, 2024

Don Enrico Magnani
31 Agosto, 2024
DESK E MEDIE
Ascolto con emozione le parole del Vangelo di oggi,
parole che nascono in un ambiente di meschinità umane e di rivendicazioni,
– ce n’erano tante anche ai tempi dell’annuncio del Vangelo –
un ambiente triste di invidie e gelosie:
come si può riconoscere ed accogliere la superiorità di un altro?
Come si può accettare che uno diverso da noi – l’infaticabile paura della diversità –
possa arrogarsi il potere di compiere i nostri stessi gesti?
Ma Giovanni non cade nel tranello teso dai suoi discepoli…
Non è, come spesso noi siamo, preda di invidie, ripicche, meschinità e gelosie…
Giovanni sa di essere, e vuole essere, soltanto il precursore;
sa riconoscere lucidamente che solo Gesù avrà il compito nuovo:
solo lui darà inizio al nuovo popolo di Dio…
Come invidio la trasparenza di Giovanni:
come vorrei anch’io essere solo e soltanto l’amico dello sposo…
Come vorrei far risonare, nella mia preghiera di ogni giorno,
questa piccola parabola del matrimonio, così fondamentale nell’Alleanza…
Come vorrei imparare ad essere testimone del Vangelo, in assoluta libertà,
senza creare interferenze personali all’annuncio della notizia buona…
È bello lasciarsi avvolgere dalla testimonianza splendida del Battista:
riconosce Gesù e lo annuncia presente al mondo, ritirandosi pian piano,
ma, soprattutto, gli consegna la sposa che ha custodito ed educato…
Giovanni parla della gioia che ha provato nel sentire la voce dello sposo,
una gioia che sta diventando piena nel crescere di Gesù e nel suo diminuire…
Giovanni è consapevole che annunciare Gesù, e il suo Vangelo,
chiede al testimone autentico di saper farsi da parte…
La liturgia continuamente ci dona suggestioni grandi:
celebra il Natale di Gesù al solstizio d’inverno,
quando i giorni incominciano ad allungarsi,
celebra la nascita del Battista al solstizio d’estate,
quando i giorni cominciano ad accorciarsi…
Sogno una Chiesa, una Comunità, che sa chiedere al Signore
di somigliare sempre più a Giovanni, modello di ogni testimone:
una Chiesa che compia gratuitamente l’itinerario proposto dal Vangelo,
che accolga ciò che Dio compie, anche quando non la sa capire,
che sappia vivere nella gioia del regno, e scomparire per, e con, Gesù,
che gioisca quando sente la sua voce di sposo risuonare, inattesa, nel tempo…
MOBILE
Ascolto con emozione le parole del Vangelo di oggi,
parole che nascono in un ambiente di meschinità umane e di rivendicazioni,
– ce n’erano tante anche ai tempi dell’annuncio del Vangelo –
un ambiente triste di invidie e gelosie:
come si può riconoscere ed accogliere la superiorità di un altro?
Come si può accettare che uno diverso da noi – l’infaticabile paura della diversità –
possa arrogarsi il potere di compiere i nostri stessi gesti?
Ma Giovanni non cade nel tranello teso dai suoi discepoli…
Non è, come spesso noi siamo, preda di invidie, ripicche, meschinità e gelosie…
Giovanni sa di essere, e vuole essere, soltanto il precursore;
sa riconoscere lucidamente che solo Gesù avrà il compito nuovo:
solo lui darà inizio al nuovo popolo di Dio…
Come invidio la trasparenza di Giovanni:
come vorrei anch’io essere solo e soltanto l’amico dello sposo…
Come vorrei far risonare, nella mia preghiera di ogni giorno,
questa piccola parabola del matrimonio, così fondamentale nell’Alleanza…
Come vorrei imparare ad essere testimone del Vangelo, in assoluta libertà,
senza creare interferenze personali all’annuncio della notizia buona…
È bello lasciarsi avvolgere dalla testimonianza splendida del Battista:
riconosce Gesù e lo annuncia presente al mondo, ritirandosi pian piano,
ma, soprattutto, gli consegna la sposa che ha custodito ed educato…
Giovanni parla della gioia che ha provato nel sentire la voce dello sposo,
una gioia che sta diventando piena nel crescere di Gesù e nel suo diminuire…
Giovanni è consapevole che annunciare Gesù, e il suo Vangelo,
chiede al testimone autentico di saper farsi da parte…
La liturgia continuamente ci dona suggestioni grandi:
celebra il Natale di Gesù al solstizio d’inverno,
quando i giorni incominciano ad allungarsi,
celebra la nascita del Battista al solstizio d’estate,
quando i giorni cominciano ad accorciarsi…
Sogno una Chiesa, una Comunità, che sa chiedere al Signore
di somigliare sempre più a Giovanni, modello di ogni testimone:
una Chiesa che compia gratuitamente l’itinerario proposto dal Vangelo,
che accolga ciò che Dio compie, anche quando non la sa capire,
che sappia vivere nella gioia del regno, e scomparire per, e con, Gesù,
che gioisca quando sente la sua voce di sposo risuonare, inattesa, nel tempo…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






