Don Enrico Magnani

Don Enrico Magnani

23 Dicembre, 2023

Don Enrico Magnani

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23 Dicembre, 2023

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Un lungo, apparentemente arido, elenco di nomi che delinea una storia:
una storia in cui si narra di colui e, a volte, poche, di colei, che ha generato,
in un dono di vita che si trasmette e si dona…
All’inizio c’è la vita di Dio, la vita di Gesù, la vita di Davide, la vita di Abramo,
poi seguono trentasei nomi d’uomo, e quattro di donne, noti o sconosciuti:
nomi che rivelano una vita, bene o male vissuta, di generazione,
trama misteriosa, attraverso la quale la vita divina è tornata sulla terra…

Si rivela una genesi che parte da Abramo, del quale si tace il nome del padre,
eppure, quel nome noi lo conosciamo, ma qui si tace…
In realtà l’Evangelo vuol dirci che Abramo è generato dalla sua fede,
lui, che ha ascoltato la voce di Dio e l’ha seguita per fede,
inizia la vita di chi ascolta Dio e incarna quell’ascolto nella propria vita…

E la genesi continua, perché ogni nome è Genesi,
e Matteo sta narrando la Genesi nuova, quella del mondo nuovo, il vangelo…
Il racconto della vita di Gesù è la nuova Genesi del mondo,
è la nuova creazione del mondo…

Un racconto che contiene, nell’affastellarsi dei nomi, una storia di libertà:
uomini, e, purtroppo, solo alcune donne, che hanno compiuto una scelta:
collaborare alla storia di Dio o allontanarsene, rifiutarla…
È bello che Matteo non operi selezioni, non è un evangelista che pone filtri:
tutti, e tutte, ciascuno a suo modo, anche solo nell’atto generativo,
sia fedele o sia infedele alla Parola, è, sempre e comunque, nella storia di Dio…

E, se l’elenco inizia con Abramo, del quale non si dice che fu generato,
perché è esistente nel suo ascoltare Dio,
questo elenco si conclude con Giuseppe, colui che non genera!
Perché è Maria, gravida della Parola di Dio, che genera:
Giuseppe è lo sposo, colui che sfida la stranezza di accogliere un figlio non suo,
vivendo questa strana famiglia – famiglia santa, perché diversa –
una famiglia in cui si vincono dubbi e timori…
Ma Giuseppe è, come Abramo, uomo d’ascolto della voce di Dio:
Non temere di prendere con te Maria…

Con Giuseppe lo schema si capovolge e giunge l’inaudito:
non è più un uomo a generare, ma una donna, Maria,
anche lei una creatura d’ascolto: si compia in me la tua Parola!

Abramo, Giuseppe, Maria, gente d’ascolto, ci sostengano nell’ultima attesa:
anche noi nel Natale, ascoltiamo la Parola: Il Verbo si fece carne,
e, in ascolto fecondo, generiamola gioiosamente, per tutti quanti incontreremo!

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Un lungo, apparentemente arido, elenco di nomi che delinea una storia:
una storia in cui si narra di colui e, a volte, poche, di colei, che ha generato,
in un dono di vita che si trasmette e si dona…
All’inizio c’è la vita di Dio, la vita di Gesù, la vita di Davide, la vita di Abramo,
poi seguono trentasei nomi d’uomo, e quattro di donne, noti o sconosciuti:
nomi che rivelano una vita, bene o male vissuta, di generazione,
trama misteriosa, attraverso la quale la vita divina è tornata sulla terra…

Si rivela una genesi che parte da Abramo, del quale si tace il nome del padre,
eppure, quel nome noi lo conosciamo, ma qui si tace…
In realtà l’Evangelo vuol dirci che Abramo è generato dalla sua fede,
lui, che ha ascoltato la voce di Dio e l’ha seguita per fede,
inizia la vita di chi ascolta Dio e incarna quell’ascolto nella propria vita…

E la genesi continua, perché ogni nome è Genesi,
e Matteo sta narrando la Genesi nuova, quella del mondo nuovo, il vangelo…
Il racconto della vita di Gesù è la nuova Genesi del mondo,
è la nuova creazione del mondo…

Un racconto che contiene, nell’affastellarsi dei nomi, una storia di libertà:
uomini, e, purtroppo, solo alcune donne, che hanno compiuto una scelta:
collaborare alla storia di Dio o allontanarsene, rifiutarla…
È bello che Matteo non operi selezioni, non è un evangelista che pone filtri:
tutti, e tutte, ciascuno a suo modo, anche solo nell’atto generativo,
sia fedele o sia infedele alla Parola, è, sempre e comunque, nella storia di Dio…

E, se l’elenco inizia con Abramo, del quale non si dice che fu generato,
perché è esistente nel suo ascoltare Dio,
questo elenco si conclude con Giuseppe, colui che non genera!
Perché è Maria, gravida della Parola di Dio, che genera:
Giuseppe è lo sposo, colui che sfida la stranezza di accogliere un figlio non suo,
vivendo questa strana famiglia – famiglia santa, perché diversa –
una famiglia in cui si vincono dubbi e timori…
Ma Giuseppe è, come Abramo, uomo d’ascolto della voce di Dio:
Non temere di prendere con te Maria…

Con Giuseppe lo schema si capovolge e giunge l’inaudito:
non è più un uomo a generare, ma una donna, Maria,
anche lei una creatura d’ascolto: si compia in me la tua Parola!

Abramo, Giuseppe, Maria, gente d’ascolto, ci sostengano nell’ultima attesa:
anche noi nel Natale, ascoltiamo la Parola: Il Verbo si fece carne,
e, in ascolto fecondo, generiamola gioiosamente, per tutti quanti incontreremo!

Don Enrico Magnani

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