
Don Enrico Magnani
29 Agosto, 2026

Don Enrico Magnani
29 Agosto, 2026
DESK E MEDIE
Bisogna leggere anche i versetti precedenti:
Gesù mandò i Dodici ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi…
Ma li invia con un’avvertenza particolare:
Non prendete nulla per il viaggio,
né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche…
Il mandato dei Dodici è per gente povera e senza mezzi,
tutta la loro forza sta soltanto nella potenza di Gesù…
Parole che rivelano come il mandato apostolico, come fu per Giovanni Battista,
rivela una lotta tra due potenze:
la potenza dell’inermità dei Dodici e la potenza mondana di Erode…
La potenza dei Dodici è tutta ricevuta da Gesù, per il bene dell’umanità;
la potenza di Erode è quella di poter compiere azioni malvagie e di uccidere,
anche attraverso i suoi servi e le sue guardie…
Gesù rende partecipi i Dodici della sua opera nei confronti dell’umanità,
e li manda a continuare il suo lavoro, inerme e salvifico;
ma vuole che non si attacchino alle cose della terra, per poter operare bene…
Erode e gli altri colgono una somiglianza:
l’opera di Giovanni Battista e degli altri profeti,
somiglia all’opera di Gesù…
Non è la stessa cosa, ma c’è una relazione profonda:
tutto è all’interno del progetto di Dio che si sta compiendo…
Per questo Erode si chiede: Chi è costui?
Una domanda che si erano posti anche gli Apostoli,
quando Gesù aveva placato la tempesta: Chi è costui che placa le forze?
Una domanda che è bene porsi sempre: chi è Gesù?
e riconoscere che c’è sempre un mistero nella persona di Gesù…
Poco più avanti troveremo Gesù stesso
che chiede ai Dodici: chi dice la gente – e loro stessi – chi io sia?
Su questo sfondo di domane si narra l’esito del ministero degli Apostoli:
Erode (e la gente) sentendo parlare di tutti questi avvenimenti
– di cui gli ultimi narrati sono il mandato e l’opera dei Discepoli –
si chiede chi sia questo Gesù, e cerca di vederlo…
Forse i Dodici, nel loro ministero, sono riusciti a non mostrare se stessi,
ma, in parole e gesti, hanno fatto intravvedere Gesù,
Così chi li ha incontrati ha intravisto Gesù in loro, e desidera conoscerlo di più…
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Bisogna leggere anche i versetti precedenti:
Gesù mandò i Dodici ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi…
Ma li invia con un’avvertenza particolare:
Non prendete nulla per il viaggio,
né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche…
Il mandato dei Dodici è per gente povera e senza mezzi,
tutta la loro forza sta soltanto nella potenza di Gesù…
Parole che rivelano come il mandato apostolico, come fu per Giovanni Battista,
rivela una lotta tra due potenze:
la potenza dell’inermità dei Dodici e la potenza mondana di Erode…
La potenza dei Dodici è tutta ricevuta da Gesù, per il bene dell’umanità;
la potenza di Erode è quella di poter compiere azioni malvagie e di uccidere,
anche attraverso i suoi servi e le sue guardie…
Gesù rende partecipi i Dodici della sua opera nei confronti dell’umanità,
e li manda a continuare il suo lavoro, inerme e salvifico;
ma vuole che non si attacchino alle cose della terra, per poter operare bene…
Erode e gli altri colgono una somiglianza:
l’opera di Giovanni Battista e degli altri profeti,
somiglia all’opera di Gesù…
Non è la stessa cosa, ma c’è una relazione profonda:
tutto è all’interno del progetto di Dio che si sta compiendo…
Per questo Erode si chiede: Chi è costui?
Una domanda che si erano posti anche gli Apostoli,
quando Gesù aveva placato la tempesta: Chi è costui che placa le forze?
Una domanda che è bene porsi sempre: chi è Gesù?
e riconoscere che c’è sempre un mistero nella persona di Gesù…
Poco più avanti troveremo Gesù stesso
che chiede ai Dodici: chi dice la gente – e loro stessi – chi io sia?
Su questo sfondo di domane si narra l’esito del ministero degli Apostoli:
Erode (e la gente) sentendo parlare di tutti questi avvenimenti
– di cui gli ultimi narrati sono il mandato e l’opera dei Discepoli –
si chiede chi sia questo Gesù, e cerca di vederlo…
Forse i Dodici, nel loro ministero, sono riusciti a non mostrare se stessi,
ma, in parole e gesti, hanno fatto intravvedere Gesù,
Così chi li ha incontrati ha intravisto Gesù in loro, e desidera conoscerlo di più…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






