Don Enrico Magnani

Don Enrico Magnani

26 Aprile, 2024

Don Enrico Magnani

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26 Aprile, 2024

DESK E MEDIE

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Gesù è a Gerusalemme, nella stanza al piano superiore,
parla durante l’ultima sua cena…
Anche Stefano a Gerusalemme, parla nello spazio infuocato del Sinedrio,
a pochi istanti dalla sua morte, dalla sua lapidazione…
Gesù sussurra il suo testamento: emozioni, timori, distacchi…
Stefano proclama la sua fede, tra falsi testimoni e vili accuse…

Gesù prega: abbraccia il mondo, intercede per i suoi e per chi crederà in lui…
E ricorda: con la stessa passione che l’ha accompagnato nel suo cammino…

Chissà, in quell’ultima sera, quanti volti sono trascorsi nella mente :
il volto di un uomo e una donna ai quali aveva salvato la festa del matrimonio,
il volto, con gli occhi vuoti, del cieco nato, reso alla gioia della luce,
il volto della chiacchierata donna di Samaria, cui dava l’acqua per la vita eterna,
il volto della peccatrice, donna confinata nel giudizio spietato, ormai perdonata,
il volto di tante donne e di tanti uomini, cui aveva svelato il volto di Dio…

Ma, forse, Gesù già intuiva altri volti:
il volto ghignante dei potenti che lo insultavano sotto la croce: salva te stesso,
il volto colmo di lacrime di Pietro, dopo il canto del gallo,
il volto colmo di sonno dei discepoli, incapaci di vegliare un’ora con lui,
il volto del potente romano, colmo delle viltà dell’autorità corrotta e pavida,
il volto della Madre, in piedi sotto la croce, straziata nell’animo,
il volto del ladro crocifisso, implorante un posto nel “paradiso”,
tanti altri volti, di uomini e donne sconosciuti a noi, vividi per lui…
E il volto del Padre: Tu, Padre – dice – hai dato potere al Figlio
gli hai dato potere su ogni essere umano perché egli dia la vita eterna…

Un Padre che dona ogni potere al Figlio,
perché l’Uomo-Dio possa donare liberamente la propria vita,
non per celebrare se stesso,
ma per celebrare la liberazione di un’umanità senza volto
(perché il volto l’aveva smarrito nel giorno del peccato)
che ormai riacquista il volto colmo di dignità della nuova creazione…

Ed anche Stefano – il volto come quello di un angelo –
ricorda i volti dei poveri cui prestava il servizio diaconale,
e vede i volti degli accusatori sempre più inferociti dalla sua forza,
e prega come Gesù, in comunione con Gesù, nel ricordo delle meraviglie di Dio,
contemplando il volto stesso di Gesù, nella sua ultima ora…
Come Gesù e per Gesù, da lui sostenuto, in vita e in morte….
Perché non pregare che possa essere così anche per noi?

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Gesù è a Gerusalemme, nella stanza al piano superiore,
parla durante l’ultima sua cena…
Anche Stefano a Gerusalemme, parla nello spazio infuocato del Sinedrio,
a pochi istanti dalla sua morte, dalla sua lapidazione…
Gesù sussurra il suo testamento: emozioni, timori, distacchi…
Stefano proclama la sua fede, tra falsi testimoni e vili accuse…

Gesù prega: abbraccia il mondo, intercede per i suoi e per chi crederà in lui…
E ricorda: con la stessa passione che l’ha accompagnato nel suo cammino…

Chissà, in quell’ultima sera, quanti volti sono trascorsi nella mente :
il volto di un uomo e una donna ai quali aveva salvato la festa del matrimonio,
il volto, con gli occhi vuoti, del cieco nato, reso alla gioia della luce,
il volto della chiacchierata donna di Samaria, cui dava l’acqua per la vita eterna,
il volto della peccatrice, donna confinata nel giudizio spietato, ormai perdonata,
il volto di tante donne e di tanti uomini, cui aveva svelato il volto di Dio…

Ma, forse, Gesù già intuiva altri volti:
il volto ghignante dei potenti che lo insultavano sotto la croce: salva te stesso,
il volto colmo di lacrime di Pietro, dopo il canto del gallo,
il volto colmo di sonno dei discepoli, incapaci di vegliare un’ora con lui,
il volto del potente romano, colmo delle viltà dell’autorità corrotta e pavida,
il volto della Madre, in piedi sotto la croce, straziata nell’animo,
il volto del ladro crocifisso, implorante un posto nel “paradiso”,
tanti altri volti, di uomini e donne sconosciuti a noi, vividi per lui…
E il volto del Padre: Tu, Padre – dice – hai dato potere al Figlio
gli hai dato potere su ogni essere umano perché egli dia la vita eterna…

Un Padre che dona ogni potere al Figlio,
perché l’Uomo-Dio possa donare liberamente la propria vita,
non per celebrare se stesso,
ma per celebrare la liberazione di un’umanità senza volto
(perché il volto l’aveva smarrito nel giorno del peccato)
che ormai riacquista il volto colmo di dignità della nuova creazione…

Ed anche Stefano – il volto come quello di un angelo –
ricorda i volti dei poveri cui prestava il servizio diaconale,
e vede i volti degli accusatori sempre più inferociti dalla sua forza,
e prega come Gesù, in comunione con Gesù, nel ricordo delle meraviglie di Dio,
contemplando il volto stesso di Gesù, nella sua ultima ora…
Come Gesù e per Gesù, da lui sostenuto, in vita e in morte….
Perché non pregare che possa essere così anche per noi?

Don Enrico Magnani

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