Don Enrico Magnani

Don Enrico Magnani

5 Luglio, 2025

Don Enrico Magnani

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5 Luglio, 2025

DESK E MEDIE

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Dai progenitori nascono due figli, primogenito è Caino e poi Abele,
ma il Libro cita, per primo il secondogenito, un pastore:
forse un segno dell’elezione divina su di lui?
E ancora, il Libro non spiega per quale ragione Dio gradisca la sua offerta
e sembri disprezzare quella di Caino…

Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina,
anche dei momenti di non-elezione, di ingiusto trattamento
rispetto a protezioni e grazie divine, date, invece, all’altro che ci vive accanto!
Forse la Parola vuole descriverci le strutture del mondo in cui gli umani vivono,
apparentemente lontani da un Dio, che, tuttavia, non è assente,
in una vita quotidiana, che è palcoscenico della storia della salvezza…
In questo dilemma, la Liturgia di oggi continua il discorso del peccato
e della sua presenza insidiante nella vita umana…
Quanto dice Dio, a Caino, all’umano dispiaciuto, è molto chiaro:
devi assolutamente impegnarti a dominare il peccato,
devi avere coscienza della giustezza di ciò che hai fatto,
devi combattere la potenza inarrestabile del peccato stesso…

Poi, nel fosco di questo dramma, risuona, sollecita, la domanda di Dio:
Dov’è, tuo fratello? – memoria della domanda all’Adamo nascosto: Dove sei? –
è il nascondersi umano che ricorda il nascondersi dei progenitori da Dio…

Tutto questo pone questioni interessanti e profonde:
come può essere così facile uccidere il fratello?
Perché è così facile vincere – uccidendo – le scelte di Dio?
Come fare i conti con l’onnipotenza di Dio?
Quel Dio, onnipotente, che sarà tolto di mezzo dagli uomini e addirittura ucciso…
Domande che sorgono, e ne fanno nascere molte altre…
Stupisce, inoltre, il dialogo drammatico tra Dio e Caino:
la coscienza terrorizzata di Caino timoroso della stessa morte
e il segno di protezione che Dio pone su di lui…

Chi è il vero debole tra Abele e Caino?
Il debole è Abele che trascorre una breve storia in completo silenzio,
ma il cui sangue versato griderà al cospetto di Dio,
o è Caino, l’uccisore violento, contestatore di Dio, e ora esposto alla morte,
ma protetto dal segno di Dio?

La Parola di oggi solleva un velo sul mistero della nostra esistenza
che trascorre in un mondo e in una storia ferita,
che vuole eliminare Dio da sé, ma che Lui mai abbandona…

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Dai progenitori nascono due figli, primogenito è Caino e poi Abele,
ma il Libro cita, per primo il secondogenito, un pastore:
forse un segno dell’elezione divina su di lui?
E ancora, il Libro non spiega per quale ragione Dio gradisca la sua offerta
e sembri disprezzare quella di Caino…

Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina,
anche dei momenti di non-elezione, di ingiusto trattamento
rispetto a protezioni e grazie divine, date, invece, all’altro che ci vive accanto!
Forse la Parola vuole descriverci le strutture del mondo in cui gli umani vivono,
apparentemente lontani da un Dio, che, tuttavia, non è assente,
in una vita quotidiana, che è palcoscenico della storia della salvezza…
In questo dilemma, la Liturgia di oggi continua il discorso del peccato
e della sua presenza insidiante nella vita umana…
Quanto dice Dio, a Caino, all’umano dispiaciuto, è molto chiaro:
devi assolutamente impegnarti a dominare il peccato,
devi avere coscienza della giustezza di ciò che hai fatto,
devi combattere la potenza inarrestabile del peccato stesso…

Poi, nel fosco di questo dramma, risuona, sollecita, la domanda di Dio:
Dov’è, tuo fratello? – memoria della domanda all’Adamo nascosto: Dove sei? –
è il nascondersi umano che ricorda il nascondersi dei progenitori da Dio…

Tutto questo pone questioni interessanti e profonde:
come può essere così facile uccidere il fratello?
Perché è così facile vincere – uccidendo – le scelte di Dio?
Come fare i conti con l’onnipotenza di Dio?
Quel Dio, onnipotente, che sarà tolto di mezzo dagli uomini e addirittura ucciso…
Domande che sorgono, e ne fanno nascere molte altre…
Stupisce, inoltre, il dialogo drammatico tra Dio e Caino:
la coscienza terrorizzata di Caino timoroso della stessa morte
e il segno di protezione che Dio pone su di lui…

Chi è il vero debole tra Abele e Caino?
Il debole è Abele che trascorre una breve storia in completo silenzio,
ma il cui sangue versato griderà al cospetto di Dio,
o è Caino, l’uccisore violento, contestatore di Dio, e ora esposto alla morte,
ma protetto dal segno di Dio?

La Parola di oggi solleva un velo sul mistero della nostra esistenza
che trascorre in un mondo e in una storia ferita,
che vuole eliminare Dio da sé, ma che Lui mai abbandona…

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Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!

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