Don Enrico Magnani

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16 Novembre, 2022

Don Enrico Magnani

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16 Novembre, 2022

DESK E MEDIE

Luca inizia citando i grandi del mondo di allora:
l’imperatore, i tetrarchi, le autorità religiose;
e ci pone, così, nell’ambito della storia, della realtà
e non della finzione o della metafora…
Tuttavia, dopo la carrellata sulla gente importante,
ci sposta nel piccolo, nella particolare storia di un uomo:
La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto…
È un uomo che non appartiene alla “grande storia”
ed è in lui che trova accoglienza la parola di Dio,
e Giovanni si fa “voce” di quella Parola, Giovanni è un profeta…

Un profeta apparentemente corrucciato, austero e intransigente,
ma capace di una parola di gioia quando vede apparire Gesù,
per il quale proverà amicizia, ascolto e pienezza di gioia
come annunciano le parole di Isaia,
viste come riferimenti del messaggio del Battista,
che esclama ogni uomo vedrà la salvezza di Dio: un messaggio di speranza!

Speranza che richiede un lavoro,
perché la speranza è sempre a caro prezzo, un prezzo di fatica….
Qualcosa va preparato e qualcosa raddrizzato…
C’è qualcuno che sta arrivando, e ci si deve preparare ad accoglierlo…
Accogliere una nuova presenza, richiede sempre un impegno per fare spazio:
allargare il cuore, sgomberarlo da ciò che lo occupa e lo ostruisce…
Ci vuole un notevole impegno per accogliere quel qualcuno:
abbassare i monti e i colli,
quelli del nostro orgoglio e della nostra autosufficienza…
Chi è pieno di sé, non è capace di scorgere l’altro,
non lo vede e, se anche lo vede, non lo considera…
Chi non si aspetta nulla dall’altro, perché ha già tutto, non può ricevere nulla…

E poi ci sono burroni da riempire,
i burroni degli atteggiamenti vittimistici
di chi sempre si lamenta della propria situazione
di emarginazione, di solitudine, di non amore degli altri;
ed anche quei burroni che sono il non amore di sé:
occorre rinunciarvi e aprirsi alla gioia che nella vita cristiana è un comando,
comando che richiede una rinuncia, un vero e proprio lavoro…
Non è l’ingannevole ottimismo dei falsi profeti,
ma l’annuncio sobrio del Battista che ci fa da guida verso la gioia…

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Luca inizia citando i grandi del mondo di allora:
l’imperatore, i tetrarchi, le autorità religiose;
e ci pone, così, nell’ambito della storia, della realtà
e non della finzione o della metafora…
Tuttavia, dopo la carrellata sulla gente importante,
ci sposta nel piccolo, nella particolare storia di un uomo:
La parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto…
È un uomo che non appartiene alla “grande storia”
ed è in lui che trova accoglienza la parola di Dio,
e Giovanni si fa “voce” di quella Parola, Giovanni è un profeta…

Un profeta apparentemente corrucciato, austero e intransigente,
ma capace di una parola di gioia quando vede apparire Gesù,
per il quale proverà amicizia, ascolto e pienezza di gioia
come annunciano le parole di Isaia,
viste come riferimenti del messaggio del Battista,
che esclama ogni uomo vedrà la salvezza di Dio: un messaggio di speranza!

Speranza che richiede un lavoro,
perché la speranza è sempre a caro prezzo, un prezzo di fatica….
Qualcosa va preparato e qualcosa raddrizzato…
C’è qualcuno che sta arrivando, e ci si deve preparare ad accoglierlo…
Accogliere una nuova presenza, richiede sempre un impegno per fare spazio:
allargare il cuore, sgomberarlo da ciò che lo occupa e lo ostruisce…
Ci vuole un notevole impegno per accogliere quel qualcuno:
abbassare i monti e i colli,
quelli del nostro orgoglio e della nostra autosufficienza…
Chi è pieno di sé, non è capace di scorgere l’altro,
non lo vede e, se anche lo vede, non lo considera…
Chi non si aspetta nulla dall’altro, perché ha già tutto, non può ricevere nulla…

E poi ci sono burroni da riempire,
i burroni degli atteggiamenti vittimistici
di chi sempre si lamenta della propria situazione
di emarginazione, di solitudine, di non amore degli altri;
ed anche quei burroni che sono il non amore di sé:
occorre rinunciarvi e aprirsi alla gioia che nella vita cristiana è un comando,
comando che richiede una rinuncia, un vero e proprio lavoro…
Non è l’ingannevole ottimismo dei falsi profeti,
ma l’annuncio sobrio del Battista che ci fa da guida verso la gioia…

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