Don Enrico Magnani

Don Enrico Magnani

28 Settembre, 2022

Don Enrico Magnani

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28 Settembre, 2022

DESK E MEDIE


La Parola che oggi viene donata guida a concretezza e radicalità sconvolgenti:
propone di amare i nostri nemici e fare loro del bene,
chiede di benedire coloro che maledicono
invita a pregare per coloro che ci maltrattano…
Le logiche umane, che i capi dei popoli sbandierano per accaparrare favore,
appaiono sconvolte e capovolte: soprattutto nel nostro mondo
dove la guerra impera, dove il male è ricambiato con ostilità maggiore
e la vendetta, subdola e irridente, diventa stile di vita…

E a noi, che rischiamo di incatenarci in questo assurdo gioco di morte,
è richiesta, come sempre, un difficile cambiamento di rotta,
la conversione che mette in evidenza le dimensioni universali dell’amore
facendolo diventare l’allargamento dei confini,
che non sono più quelli della famiglia, dell’amicizia,
quelli della cultura e del linguaggio, quelli delle pallide etnie umane:
il confine si allarga sempre più e arriva a comprendere il nemico, l’avversario…

A voi che ascoltate, io dico… fate quello che fa Dio!
Così, Gesù riveste l’invito con una serie di esempi, difficili e intensi:
uno schiaffo, una tunica, una maledizione, un oltraggio
da controbattere in modo totalmente inatteso…
Quando Luca compone la raccolta di questi detti di Gesù
utilizza un preciso genere letterario di stampo orientale:
il paradosso e la tendenza al fondamentalismo…

Lo sappiamo: un secondo schiaffo non può impedire il terzo
e neppure convertire l’aggressore a sentimenti migliori,
donare un abito non aiuta a migliorare le condizioni di vita,
prestare in continuazione non elimina l’incapacità di amministrarsi…

Gli esempi valgono per quel che valgono:
Gesù non ha presentato l’altra guancia al servo che lo percuoteva (Gv 18,23),
la Legge definisce il mantello un bene inalienabile (Es 22,25-26),
ma sono esempi che invitano ad abbandonarsi in tutto alla misericordia divina!
Non si tratta, lo sappiamo bene, di una morale masochista: il dolore per il dolore…
Al contrario: ciò che Gesù vuole è l’eliminazione del dolore e della sofferenza,
eliminazione realizzata attraverso l’abbattimento tutte le barriere,
la distruzione di tutti i confini, l’andare oltre ogni ghetto religioso…
Un amore universale che non può conoscere i limiti delle logiche umane…

Ciò che oggi ci offre il Vangelo è la descrizione della perfezione di Dio:
il Dio della misericordia, il Dio che vuole realizzare con noi il suo Regno!
E il suo Regno si realizza quando impariamo a trasformare i nostri rapporti umani:
immettendo in essi lo stesso rapporto di Dio con ciascuno noi: l’amore!

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La Parola che oggi viene donata guida a concretezza e radicalità sconvolgenti:
propone di amare i nostri nemici e fare loro del bene,
chiede di benedire coloro che maledicono
invita a pregare per coloro che ci maltrattano…
Le logiche umane, che i capi dei popoli sbandierano per accaparrare favore,
appaiono sconvolte e capovolte: soprattutto nel nostro mondo
dove la guerra impera, dove il male è ricambiato con ostilità maggiore
e la vendetta, subdola e irridente, diventa stile di vita…

E a noi, che rischiamo di incatenarci in questo assurdo gioco di morte,
è richiesta, come sempre, un difficile cambiamento di rotta,
la conversione che mette in evidenza le dimensioni universali dell’amore
facendolo diventare l’allargamento dei confini,
che non sono più quelli della famiglia, dell’amicizia,
quelli della cultura e del linguaggio, quelli delle pallide etnie umane:
il confine si allarga sempre più e arriva a comprendere il nemico, l’avversario…

A voi che ascoltate, io dico… fate quello che fa Dio!
Così, Gesù riveste l’invito con una serie di esempi, difficili e intensi:
uno schiaffo, una tunica, una maledizione, un oltraggio
da controbattere in modo totalmente inatteso…
Quando Luca compone la raccolta di questi detti di Gesù
utilizza un preciso genere letterario di stampo orientale:
il paradosso e la tendenza al fondamentalismo…

Lo sappiamo: un secondo schiaffo non può impedire il terzo
e neppure convertire l’aggressore a sentimenti migliori,
donare un abito non aiuta a migliorare le condizioni di vita,
prestare in continuazione non elimina l’incapacità di amministrarsi…

Gli esempi valgono per quel che valgono:
Gesù non ha presentato l’altra guancia al servo che lo percuoteva (Gv 18,23),
la Legge definisce il mantello un bene inalienabile (Es 22,25-26),
ma sono esempi che invitano ad abbandonarsi in tutto alla misericordia divina!
Non si tratta, lo sappiamo bene, di una morale masochista: il dolore per il dolore…
Al contrario: ciò che Gesù vuole è l’eliminazione del dolore e della sofferenza,
eliminazione realizzata attraverso l’abbattimento tutte le barriere,
la distruzione di tutti i confini, l’andare oltre ogni ghetto religioso…
Un amore universale che non può conoscere i limiti delle logiche umane…

Ciò che oggi ci offre il Vangelo è la descrizione della perfezione di Dio:
il Dio della misericordia, il Dio che vuole realizzare con noi il suo Regno!
E il suo Regno si realizza quando impariamo a trasformare i nostri rapporti umani:
immettendo in essi lo stesso rapporto di Dio con ciascuno noi: l’amore!

Don Enrico Magnani

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