
Don Enrico Magnani
15 Giugno, 2024

Don Enrico Magnani
15 Giugno, 2024
DESK E MEDIE
Le cose non sono mai così semplici come vengono previste:
organizzi una festa, sei eccitato e felice, anticipi nel pensiero questo momento,
ed ecco l’inaspettato: gli ospiti non vengono!
Sono i tuoi amici, la tua famiglia: li aspetti con fiducia, conti su di loro,
ma loro hanno altre preoccupazioni; sono prigionieri nel loro piccolo mondo:
preoccupazioni immediate, affari da gestire, commercio e interessi da tutelare,
non hanno tempo da perdere per una festa!
Anzi, son così chiusi nel loro mondo che reagiscono violentemente per l’invito!
Che fare? rinunciare alla festa? No, certamente!
Fortunatamente ci sono altre persone, e quindi: un invito nuovo!
Qualsiasi persona è ben accolta: vale la pena di far festa e di non vivere da soli,
anzi, forse, con gente nuova, la festa potrebbe anche diventare interessante…
Una festa interessante, strana, con persone nuove…
Che fa ricordare un’altra festa… Quella preparata per il figliol prodigo…
Cominciarono a far festa! Festa inattesa dal figlio, nata dall’audacia del padre…
Ma poi arriva l’inatteso, il figlio maggiore, e i suoi malumori: non voleva entrare!
Noi pure, forse, non abbiamo ancora capito la bellezza gioiosa di questo convito..
Si fatica, spesso, a ricordare al cuore l’invito di Dio:
quando Dio invita ad una esistenza conviviale con Lui,
e che, commensale di un Dio che vuole regalare l’amicizia e la festa,
tutta la vita diventa festa, in quella gioia che non esclude nessuno…
Ma – ormai lo sappiamo – il Vangelo è chiarezza e, insieme, paradosso:
appena si impara che è possibile entrare alla festa – un invito per te c’è sempre –
ecco che vien chiesta la veste nuziale! Che razza di invito!
Ma i veri scrutatori della Parola, mai si scoraggiano, e continuano a cercare:
nell’Apocalisse, è scritto: Beati gli invitati alle nozze dell’Agnello…
Le nozze preparate nella Gerusalemme nuova: quella senza macchia né ruga…
Che sia questa la veste nuziale che ci viene richiesta?
Ricordando che anche al figliol prodigo era stato messo un abito nuovo!
Abbiamo il compito di cucire noi stessi un abito nuovo:
intessendo pratica di misericordia e opere di giustizia,
e preoccupazione per quanti hanno fame e sete, lo straniero, il carcerato o malato,
imparando, con verità, ad essere artefici di pace…
E così l’invito ad entrare nel convito, e a starci con l’abito nuziale, è solo questo:
lasciare che il vangelo vesta appassionatamente il cuore e tutta vita…
Senza passione, anche la festa rischia di ridursi solo ad una bella abitudine…
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Le cose non sono mai così semplici come vengono previste:
organizzi una festa, sei eccitato e felice, anticipi nel pensiero questo momento,
ed ecco l’inaspettato: gli ospiti non vengono!
Sono i tuoi amici, la tua famiglia: li aspetti con fiducia, conti su di loro,
ma loro hanno altre preoccupazioni; sono prigionieri nel loro piccolo mondo:
preoccupazioni immediate, affari da gestire, commercio e interessi da tutelare,
non hanno tempo da perdere per una festa!
Anzi, son così chiusi nel loro mondo che reagiscono violentemente per l’invito!
Che fare? rinunciare alla festa? No, certamente!
Fortunatamente ci sono altre persone, e quindi: un invito nuovo!
Qualsiasi persona è ben accolta: vale la pena di far festa e di non vivere da soli,
anzi, forse, con gente nuova, la festa potrebbe anche diventare interessante…
Una festa interessante, strana, con persone nuove…
Che fa ricordare un’altra festa… Quella preparata per il figliol prodigo…
Cominciarono a far festa! Festa inattesa dal figlio, nata dall’audacia del padre…
Ma poi arriva l’inatteso, il figlio maggiore, e i suoi malumori: non voleva entrare!
Noi pure, forse, non abbiamo ancora capito la bellezza gioiosa di questo convito..
Si fatica, spesso, a ricordare al cuore l’invito di Dio:
quando Dio invita ad una esistenza conviviale con Lui,
e che, commensale di un Dio che vuole regalare l’amicizia e la festa,
tutta la vita diventa festa, in quella gioia che non esclude nessuno…
Ma – ormai lo sappiamo – il Vangelo è chiarezza e, insieme, paradosso:
appena si impara che è possibile entrare alla festa – un invito per te c’è sempre –
ecco che vien chiesta la veste nuziale! Che razza di invito!
Ma i veri scrutatori della Parola, mai si scoraggiano, e continuano a cercare:
nell’Apocalisse, è scritto: Beati gli invitati alle nozze dell’Agnello…
Le nozze preparate nella Gerusalemme nuova: quella senza macchia né ruga…
Che sia questa la veste nuziale che ci viene richiesta?
Ricordando che anche al figliol prodigo era stato messo un abito nuovo!
Abbiamo il compito di cucire noi stessi un abito nuovo:
intessendo pratica di misericordia e opere di giustizia,
e preoccupazione per quanti hanno fame e sete, lo straniero, il carcerato o malato,
imparando, con verità, ad essere artefici di pace…
E così l’invito ad entrare nel convito, e a starci con l’abito nuziale, è solo questo:
lasciare che il vangelo vesta appassionatamente il cuore e tutta vita…
Senza passione, anche la festa rischia di ridursi solo ad una bella abitudine…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






