
Don Enrico Magnani
8 Settembre, 2024

Don Enrico Magnani
8 Settembre, 2024
DESK E MEDIE
Le complesse parole che, oggi, ascoltiamo da Gesù
sono rivolte ad alcuni Giudei, perplessi di fronte alla sua persona,
che chiedono testimonianze e segni che confermino quello che sta proclamando…
Hanno accusato Gesù per la guarigione di un paralitico in giorno di sabato:
in risposta, Gesù ricorda il loro vanto di custodire la Parola che Dio ha trasmesso,
e, tuttavia, li rimprovera come incapaci di dare ascolto alla voce di Dio…
Gesù rimprovera perché li ama, desidera convincerli, per poter dare loro la vita…
Sanno che Dio ha parlato, e con chiarezza, ma la Parola non cambia il loro cuore
perché manca una reale disponibilità a mettersi in ascolto…
Gesù, con parole di verità, non scusa il loro comportamento,
ma pone ciascuno di loro dinanzi alle proprie responsabilità…
Tutto questo vale anche per noi, oggi:
non basta aprire la Bibbia, occorre aprire il cuore,
non basta leggere, anche avidamente, la Parola,
occorre imparare ad ascoltare la verità di quello che Dio vuole dirci…
E non bisogna dimenticare che la Parola non è un arido testo immutabile,
bensì è Parola vivente che si incarna, quotidianamente, nella storia del mondo,
soprattutto nell’incontro vivo, e spesso provocante, con i fratelli e le sorelle…
È necessaria la profonda umiltà di riconoscere e accogliere, la voce di Dio,
anche quando, nel suo essere viva, ci svela verità scomode…
La Parola è giunta a noi, in pienezza, in Gesù che è Parola fatta carne,
e lui reclama la sua verità di inviato di Dio, proponendo ben quattro testimoni:
il Battista, le proprie opere, il Padre, le Scritture…
La testimonianza di Giovanni Battista ha preparato e favorito la rivelazione,
manifestando Gesù, come Messia e Figlio di Dio…
Poi, le opere, che il Padre gli ha dato da compiere, testimoniano
che Dio lo ha mandato tra gli uomini per la loro salvezza…
Infine le Scritture hanno preparato l’incontro con lui, qui e ora…
Ma, soprattutto, Gesù è una presenza che porta con sé un altro testimone:
dietro di lui c’è il Padre che gli ha dato il potere di compiere le sue stesse opere… Gesù ascolta la voce del Padre, parla al Padre e del Padre:
e questa è la preghiera completa…
Se Gesù intercede e opera, è perché contempla e ascolta il Padre…
Chiediamo al Padre che ci renda l’abitazione del suo Verbo, Gesù,
e sappiamo parlare di lui, e a lui, attraverso il Figlio,
perché, colmi del suo Spirito, diventiamo preghiera vivente,
che sappia ridonare, nella gioia e nel dolore, il bene che riceviamo…
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Le complesse parole che, oggi, ascoltiamo da Gesù
sono rivolte ad alcuni Giudei, perplessi di fronte alla sua persona,
che chiedono testimonianze e segni che confermino quello che sta proclamando…
Hanno accusato Gesù per la guarigione di un paralitico in giorno di sabato:
in risposta, Gesù ricorda il loro vanto di custodire la Parola che Dio ha trasmesso,
e, tuttavia, li rimprovera come incapaci di dare ascolto alla voce di Dio…
Gesù rimprovera perché li ama, desidera convincerli, per poter dare loro la vita…
Sanno che Dio ha parlato, e con chiarezza, ma la Parola non cambia il loro cuore
perché manca una reale disponibilità a mettersi in ascolto…
Gesù, con parole di verità, non scusa il loro comportamento,
ma pone ciascuno di loro dinanzi alle proprie responsabilità…
Tutto questo vale anche per noi, oggi:
non basta aprire la Bibbia, occorre aprire il cuore,
non basta leggere, anche avidamente, la Parola,
occorre imparare ad ascoltare la verità di quello che Dio vuole dirci…
E non bisogna dimenticare che la Parola non è un arido testo immutabile,
bensì è Parola vivente che si incarna, quotidianamente, nella storia del mondo,
soprattutto nell’incontro vivo, e spesso provocante, con i fratelli e le sorelle…
È necessaria la profonda umiltà di riconoscere e accogliere, la voce di Dio,
anche quando, nel suo essere viva, ci svela verità scomode…
La Parola è giunta a noi, in pienezza, in Gesù che è Parola fatta carne,
e lui reclama la sua verità di inviato di Dio, proponendo ben quattro testimoni:
il Battista, le proprie opere, il Padre, le Scritture…
La testimonianza di Giovanni Battista ha preparato e favorito la rivelazione,
manifestando Gesù, come Messia e Figlio di Dio…
Poi, le opere, che il Padre gli ha dato da compiere, testimoniano
che Dio lo ha mandato tra gli uomini per la loro salvezza…
Infine le Scritture hanno preparato l’incontro con lui, qui e ora…
Ma, soprattutto, Gesù è una presenza che porta con sé un altro testimone:
dietro di lui c’è il Padre che gli ha dato il potere di compiere le sue stesse opere… Gesù ascolta la voce del Padre, parla al Padre e del Padre:
e questa è la preghiera completa…
Se Gesù intercede e opera, è perché contempla e ascolta il Padre…
Chiediamo al Padre che ci renda l’abitazione del suo Verbo, Gesù,
e sappiamo parlare di lui, e a lui, attraverso il Figlio,
perché, colmi del suo Spirito, diventiamo preghiera vivente,
che sappia ridonare, nella gioia e nel dolore, il bene che riceviamo…
Forse ognuno di noi sperimenta, accanto alla consapevolezza dell’elezione divina, anche dei momenti di non-elezione, diingiusto trattamento rispetto a protezioni e grazie divine, date all’altro che ci vive accanto!
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità, ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone, non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda a quanti camminano…
La gloria della Croce avvolge tutto l’universo, e tutta la storia: inizia dal rivelare il paradiso dell’essere con Gesù, al ladro crocifisso e colpevole, e diventa perdono per quanti crocifiggevano Gesù…






