È la prima volta di Papa Leone; nelle sue parole, pronunciate lo scorso 23 ottobre nell’incontro con i Movimenti Popolari di tutto il mondo, emerge un ritratto intriso di amarezza e realismo dell’epoca attuale. Il Papa parla dei popoli spogliati, derubati, saccheggiati, costretti alla povertà, dei migranti che sono vulnerabili vittime di abusi e trattati come “spazzatura”. Poi cita le droghe vecchie e nuove (come il Fentanyl) che dilagano; inondazioni, tsunami, terremoti che rendono evidente la crisi climatica; il profitto che diviene sempre più idolatria così come il culto del corpo e del benessere fisico. Ancora: la giustizia che sembra fallire; le nuove tecnologie che fanno crescere il progresso tanto quanto le disuguaglianze; la disoccupazione, l’emarginazione, lo sfruttamento; una generale tendenza “disumanizzante” delle ingiustizie sociali e l’ampliamento esponenziale del divario tra una “piccola minoranza” – l’1% della popolazione – di ricchi e la stragrande maggioranza di poveri.
È evidente come il pensiero e le riflessioni del Papa siano in piena sintonia con l’opera del suo predecessore Francesco; anzi a tale proposito va sottolineato come nella recente Esortazione Apostolica “Dilexi te” egli affermi che intende riprendere gli appunti di quello che avrebbe dovuto essere il testo di Francesco non giunto alla conclusione a causa della morte.
Nel messaggio per la Giornata Mondiale 2025, Leone dice tra l’altro: “I poveri non sono oggetti della nostra pastorale, ma soggetti creativi che provocano a trovare sempre
nuove forme per vivere oggi il Vangelo. Di fronte al susseguirsi di sempre nuove ondate di impoverimento, c’è il rischio di abituarsi e rassegnarsi. Incontriamo persone povere o impoverite ogni giorno e a volte può accadere che siamo noi stessi ad avere meno, a perdere ciò che un tempo ci pareva sicuro: un’abitazione, il cibo adeguato alla giornata, l’accesso alle cure, un buon livello di istruzione e di informazione, la libertà religiosa e di espressione”.
La Comunità pastorale Santi Profeti attraverso la Commissione Caritas, si impegna a sollecitare tutti a fare proprie le linee di attenzione ed azione richiamate da Papa ed invita ciascuno a farsi generatore di impegno nel volontariato.
Dati povertà Zona Pastorale 1 – Milano | Caritas 2025
Invito alla partecipazione
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Redazione Santi Profeti
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È la prima volta di Papa Leone; nelle sue parole, pronunciate lo scorso 23 ottobre nell’incontro con i Movimenti Popolari di tutto il mondo, emerge un ritratto intriso di amarezza e realismo dell’epoca attuale. Il Papa parla dei popoli spogliati, derubati, saccheggiati, costretti alla povertà, dei migranti che sono vulnerabili vittime di abusi e trattati come “spazzatura”. Poi cita le droghe vecchie e nuove (come il Fentanyl) che dilagano; inondazioni, tsunami, terremoti che rendono evidente la crisi climatica; il profitto che diviene sempre più idolatria così come il culto del corpo e del benessere fisico. Ancora: la giustizia che sembra fallire; le nuove tecnologie che fanno crescere il progresso tanto quanto le disuguaglianze; la disoccupazione, l’emarginazione, lo sfruttamento; una generale tendenza “disumanizzante” delle ingiustizie sociali e l’ampliamento esponenziale del divario tra una “piccola minoranza” – l’1% della popolazione – di ricchi e la stragrande maggioranza di poveri.
È evidente come il pensiero e le riflessioni del Papa siano in piena sintonia con l’opera del suo predecessore Francesco; anzi a tale proposito va sottolineato come nella recente Esortazione Apostolica “Dilexi te” egli affermi che intende riprendere gli appunti di quello che avrebbe dovuto essere il testo di Francesco non giunto alla conclusione a causa della morte.
Nel messaggio per la Giornata Mondiale 2025, Leone dice tra l’altro: “I poveri non sono oggetti della nostra pastorale, ma soggetti creativi che provocano a trovare sempre
nuove forme per vivere oggi il Vangelo. Di fronte al susseguirsi di sempre nuove ondate di impoverimento, c’è il rischio di abituarsi e rassegnarsi. Incontriamo persone povere o impoverite ogni giorno e a volte può accadere che siamo noi stessi ad avere meno, a perdere ciò che un tempo ci pareva sicuro: un’abitazione, il cibo adeguato alla giornata, l’accesso alle cure, un buon livello di istruzione e di informazione, la libertà religiosa e di espressione”.
La Comunità pastorale Santi Profeti attraverso la Commissione Caritas, si impegna a sollecitare tutti a fare proprie le linee di attenzione ed azione richiamate da Papa ed invita ciascuno a farsi generatore di impegno nel volontariato.
Dati povertà Zona Pastorale 1 – Milano | Caritas 2025
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