Eucaristia di ringraziamento per i nove anni della Comunità Pastorale e saluto a don Enrico

7 maggio: domenica feriale? La sua ritrosia verso una festa da farsi per ringraziarlo di aver guidato la comunità parrocchiale per nove anni, ha dato occasione a questo ossimoro: domenica feriale. Qualcosa di pasquale, la domenica, ma al tempo stesso niente sconfinamenti in festività esteriore. Preghiera: questo don Enrico ha preferito e così è stato.

Riportiamo due intensi messaggi indirizzati a don Enrico durante la Messa.

 


 

Domenica 7 Maggio 2023, ore 11 – S. Maria della Passione

+ mons. Francesco Brugnaro, a nome di tutta la comunità

 

Carissimo don Enrico, insieme con i confratelli sacerdoti e con i fedeli di S. Maria della Passione, S. Francesco di Paola, S. Babila, S. Pietro in Gessate, S. Maria della Sanità e San Carlo al Corso, in questa celebrazione che è il grazie per eccellenza, l’Eucarestia dei cristiani, desideriamo esprimerti nel Mistero che si compie in comunione con tutti, presenti o assenti, praticanti o meno, fedeli residenziali o di passaggio, desideriamo manifestarti la GRATITUDINE.

Non è facile partire ed affrontare il nuovo a qualsiasi età, soprattutto quando una parte della vita e il suo scorrere dev’essere reinventata.

Sofferenze antiche e nuove, memorie felici e progetti condivisi, incontri immemorabili e ferite guarite, urgenze soddisfatte e occasioni perdute, affetti manifestati e silenziose, quotidiana fiducia, tutti questi aspetti possono essere le note distribuite sul pentagramma come uno spartito di questi nove anni.

Ma, come cultore e conoscitore, quale tu sei, di musica e di canto liturgico, tutto dipende dalla CHIAVE e dagli accidenti che regolano il pentagramma sul quale distribuite le note e i grafemi musicali che permettono l’armonia acustica e la fanno diventare godimento, opera d’arte e desiderio di riascoltarla.

Credo che la fedeltà al tuo sacerdozio e la missione a te affidata secondo la storia e le caratteristiche della tua personalità, siamo la chiave che rende gradevole e articolato, l’averti conosciuto, seguito, stimato, condiviso, ascoltato.

Non sono mancati affaticamenti per incombenze economiche e strutturali più diverse, ma anche l’ansia sincera di ricercare una pastorale adeguata alla complessa e sempre NUOVA situazione del nostro territorio.

Non temere: lo Spirito, come ci ricordano di continuo gli Atti degli Apostoli, asseconderà quanto hai fatto e sarai chiamato a fare e quanto potrai. La riconoscenza sarà sempre un PANE spezzato e una PAROLA annunciata.

Sì, riconoscenza e fede sono forme di vita che stanno vicine l’una all’altra. Non è il silenzio e non è la lontananza a incrinare il condiviso cammino di fede che ci unisce in ogni momento! Aver avuto fiducia in una persona con la missione come la tua significa aver CONFIDENZA, che è parola più dolce e musicale, che non serve solo nel presente, ma si apre al FUTURO, ed essa è anche tempo del SALUTO e della SPERANZA.

Le parole sono portatrici di pensieri ed emozioni che influenzano il nostro ruolo di vivere ed essere credenti.

Quanto hai donato di te stesso con è solo condivisione della tua vita, ma è amicizia nel senso con cui Gesù chiama gli Apostoli a condividere la sua missione e a conoscere il Padre.

Anche questa esperienza di vita è esposta alla fragilità di ogni uomo, non resta però imprigionata in se stessa, ma si riverbera lieve e vivace come una lingua di fuoco vivido di Pentecoste nel mondo delle relazioni interpersonali, rendendole aperte alla generosità, alla gentilezza, alla tenerezza, alla solidarietà.

La coscienza della nostra fragilità ci porta, e questo non può non far parte di ogni sincera condivisione, a non assolutizzare idee e certezze, ma a confrontarle e ad essere disposti in ogni momento a testimoniare comunione, prossimità, orientamenti, gratuità, sincerità, missione e carità.

Fragilità è parola antica e quanto mai moderna, ma è attraverso di essa che escono realtà profonde della nostra condizione umana, diversamente nascoste. Allora c’è la dolce medicina della fraternità e del perdono.

Caro don Enrico, pur avendo io condiviso poco tempo con tutti, ci ha sempre messo innanzi l’essenziale, liberandoci da cose insignificanti e banali.

Discretamente hai saputo indicare la bellezza e i bagliori del silenzio, della preghiera, del raccoglimento, della meditazione, dell’ascolto della Parola, della responsabilità conviviale del prete, ma anche di quanto avviene nell’interiorità di ognuna delle persone e dei giovani che ti hanno frequentato.

Abbiamo nell’animo il commiato di Paolo che da Mileto (Atti 20) fece chiamare gli anziani ai quali affidò le sue parole e il suo ministero prima di partire per Gerusalemme.

Là dove andrai, continua “ad affidarci a Dio e alla Parola della sua grazia”.

Noi ti abbracciammo contenti di essere stati soccorsi molto nella nostra debolezza. Tu beato per aver donato, ma anche noi contenti e molto, per essere stati soccorsi abbondantemente da te. Grazie, caro parroco, don Enrico.

 


 

Domenica 7 Maggio 2023, ore 11 – S. Maria della Passione

 

Nove anni spesi bene

Don Enrico nella Comunità Santi Profeti

Giulia e Guido Piccardo, a nome di tutto il Consiglio Pastorale

 

Proprio domenica scorsa la Chiesa ci ha presentato Gesù come “Buon Pastore”. Questa domenica la nostra Comunità ha l’occasione di ringraziare un altro “Buon Pastore”: il nostro caro don Enrico. Nove anni fa il Vescovo ti ha mandato fra noi col compito ben preciso di guidare una nuova comunità pastorale, la nostra Comunità Pastorale Santi Profeti, sulla strada della santità. Parole grosse ma vere, compito difficile ma entusiasmante. Tu don Enrico non ti sei tirato indietro, anzi hai tirato dietro tutti noi, cristiani del centro di Milano. Vicinissime le nostre parrocchie ma un po’ meno vicini noi parrocchiani, chiamati a una nuova dimensione di vita cristiana.

Ecco allora il grande lavoro tuo,  dei tuoi collaboratori e di noi tutti. Il tuo impegno, le tue iniziative, il tuo venirci incontro ci hanno accompagnato e fatto crescere per tutti questi anni. Noi vorremmo continuare così, tenerti ancora un po’ come guida, come amico e come fratello, ma comprendiamo i criteri pastorali di una diocesi come la nostra. In apparenza tu ci lasci: non celebrerai più la messa per noi e non guiderai più di persona i nostri incontri. Non ci arriveranno più i tuoi abbondanti scritti settimanali, ma il tuo invito ad approfondire la Parola ci accompagnerà per sempre. E forti dei tuoi insegnamenti accoglieremo in settembre chi verrà a guidarci dopo di te con gioia e con affetto.

E le famiglie che hanno accompagnato i loro bambini al catechismo,  e i ragazzi che sono tornati in Oratorio e gli anziani che hanno risposto ai tuoi inviti alla preghiera in comunità sono qui oggi per dirti:

grazie don Enrico, sarai sempre, insieme a Gesù, il nostro “Buon Pastore”.