Area Santi Profeti

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LE CHIESE

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della Comunità

LE CHIESE

Vivaci poli sociali fra le maglie di un tessuto urbano in continua trasformazione

Nel cuore del centro di Milano, in una zona densissima di storia e dal patrimonio artistico, l’area della Comunità Pastorale “Santi Profeti” comprende cinque chiese ognuna portatrice di identità e personalità.

Questi complessi monumentali, nel senso sia materiale che immateriale, nei secoli non hanno mai cessato di costituire luoghi di incontro, di vita religiosa e sociale, di accoglienza delle più diverse situazioni umane.

La basilica di San Babila, che affonda le sue radici nella tradizione culturale siriana, è strettamente collegata al diffondersi del cristianesimo a Milano. Ancora oggi, per quanto molto cambiata nei secoli, è una presenza forte e magnetica, anche visivamente, con le sue pietre antiche e i caldi mattoni; è evidente il contrasto della complessa struttura con l’edilizia circostante, sempre più espressione dell’attività commerciale di grandi imprese del mercato globalizzato.

L’altra basilica, Santa Maria della Passione, è stata costruita in pieno umanesimo, dai Canonici Lateranensi, e diventa subito prestigiosa istituzione per il cenacolo di artisti e intellettuali che ha ospitato; essa, con la sua dedicazione, esprime la devozione mariana profondamente radicata nella zona; le piccole edicole devozionali, che si incontravano fra campi e orti, rappresentavano infatti delle autentiche espressioni di fede, non solo popolari, come testimonia la grande impresa del cantiere finanziata dal potente Daniele Birago. Caratterizzata dal tema della Passione, così splendidamente sviluppato in tutte le opere e i simboli che si incontrano all’interno, questa basilica continua a rappresentare un sito di fondamentale importanza per il suo straordinario patrimonio artistico. Anche oggi, il variegato mondo culturale che anima le vie del quartiere, tra Conservatorio di musica, scuole e università, avverte la presenza di una maternità spirituale alla quale  spesso si affida.

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Vicina a quest’ultima, ma caratterizzata da una dimensione sociale ed artistica molto diversa, troviamo l’antica abbazia di San Pietro in Gessate, amatissima, e non solo dai residenti della zona; meraviglioso esempio di architettura del quattrocento lombardo, sorge di fronte alla casa della Giustizia, il tribunale cittadino. La chiesa, con il suo sagrato, continua a rappresentare un’oasi di pace e un autentico polo spirituale. All’interno è ancora bel leggibile la grande esperienza benedettina, anche nella straordinaria la narrazione del mistero cristiano attraverso gli importanti cicli d’affresco, purtroppo alcuni di questi vennero distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Un polo molto importante per la sua portata culturale e umana, linfa ecumenica per l’intera città, è la presenza della Comunità Maronita nella Chiesa di Santa Maria della Sanità. Detta in passato “dei crociferi”, raccoglie la preghiera di chi avverte la finitezza e fragilità della vita nel tempo della malattia; la preghiera in rito Maronita, per la ricchezza del suo stile liturgico e la devozione alla figura di S. Charbel, attrae fedeli libanesi ma anche italiani.

Altra realtà molto speciale, situata nel crocevia del tempio della moda, in via Manzoni, è la chiesa di San Francesco di Paola; vi si ritrova la gioiosa manifestazione della ricca e preziosa decorazione settecentesca, ma, il cuore della spiritualità francescana, rinnovata nel segno della maggiore povertà dal santo di Paola, invita al riconoscimento della carità, emblematicamente ricordata con la scritta “Charitas” in ogni angolo della chiesa, come via maestra del vivere cristiano.

Vivaci poli sociali fra le maglie di un tessuto urbano in continua trasformazione

Nel cuore del centro di Milano, in una zona densissima di storia e dal patrimonio artistico, l’area della Comunità Pastorale “Santi Profeti” comprende cinque chiese ognuna portatrice di identità e personalità.

Questi complessi monumentali, nel senso sia materiale che immateriale, nei secoli non hanno mai cessato di costituire luoghi di incontro, di vita religiosa e sociale, di accoglienza delle più diverse situazioni umane.

La basilica di San Babila, che affonda le sue radici nella tradizione culturale siriana ed è strettamente collegata al diffondersi del cristianesimo a Milano. Ancora oggi, per quanto molto cambiata nei secoli, è una presenza forte e magnetica, anche visivamente, con le sue pietre antiche e i caldi mattoni; è evidente il contrasto della complessa struttura con l’edilizia circostante, sempre più espressione dell’attività commerciale di grandi imprese del mercato globalizzato.

L’altra basilica, Santa Maria della Passione, è stata costruita in pieno umanesimo, dai Canonici Lateranensi e diventa subito prestigiosa istituzione  per il cenacolo di artisti e intellettuali che ha ospitato; essa con la sua dedicazione, afferma il legame ad una profondamente radicata devozione mariana presente nella zona, ricca di piccole edicole devozionali fra campi, orti, autentiche espressioni di fede, non solo popolari, come testimonia la grande impresa del cantiere finanziata dal potente Daniele Birago. Caratterizzata dal tema della Passione, così splendidamente sviluppato in tutte le opere e i simboli che si incontrano all’interno, questa basilica continua a rappresentare un sito di fondamentale importanza per il suo straordinario patrimonio artistico. Anche oggi, il variegato mondo culturale che anima le vie del quartiere, tra Conservatorio di musica, scuole e università, avverte la presenza di una maternità spirituale cui spesso si affida.

A questa quasi contigua, ma caratterizzata da una dimensione sociale ed artistica molto diversa, troviamo l’antica abbazia di San Pietro in Gessate, amatissima, e non solo dai residenti della zona; meraviglioso esempio di architettura del quattrocento lombardo, continua a rappresentare un’oasi di pace e un autentico polo spirituale. La grande spiritualità benedettina, anima l’edificio sacro che sorge di fronte alla casa della Giustizia, il tribunale cittadino. Straordinaria la narrazione del mistero cristiano attraverso i grandi cicli d’affresco: purtroppo alcuni vennero distrutti dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Un polo molto importante per la sua portata culturale e umana, linfa ecumenica per l’intera città, è la presenza della Comunità Maronita nella Chiesa di Santa Maria della Sanità.

Detta in passato “dei crociferi”, raccoglie la preghiera di chi avverte la finitezza e fragilità della vita nel tempo della malattia; la preghiera in rito Maronita, per la ricchezza del suo stile liturgico e con la devozione alla figura di S. Charbel attirano fedeli libanesi ma anche italiani.

Altra realtà molto speciale, situata nel crocevia del tempio della moda, è la chiesa di San Francesco di Paola in via Manzoni; vi si ritrova la gioiosa manifestazione della ricca e preziosa decorazione settecentesca. Ma il cuore della spiritualità francescana rinnovata nel segno della maggiore povertà dal santo di Paola, invita al  riconoscimento della carità, emblematicamente ricordata con la scritta “Charitas” in ogni angolo della chiesa, come via maestra del vivere cristiano.

Le pietre raccontano…

Basilica di San Babila

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Basilica di Santa Maria della Passione

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Chiesa di Santa Maria della Sanità

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Chiesa di San Francesco di Paola

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Chiesa di San Pietro in Gessate

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Dagli archivi storici

I borghi

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Le vedute

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Tra storia e tradizione

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I borghi nelle foto storiche

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Antiche stampe storiche raccontano