La Comunità pastorale

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AREA SANTI PROFETI

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AREA SANTI PROFETI

Nel corso del tempo…

Il nome “Santi Profeti” richiama la storia di un’area cittadina, dove, fin dall’antichità, si riconosce la presenza di una grande porta aperta sull’Oriente. Un’apertura che ha permesso il fiorire di relazioni, scambi e  contaminazioni,  aspetti determinanti per lo sviluppo di quella che diverrà la cultura ambrosiana. Ai quattro punti cardinali della grande Mediolanum, Ambrogio volle imponenti basiliche dedicate alle diverse forme di santità cristiana: apostoli, martiri, vergini e profeti. Le principali strade romane, alla soglia delle porte della città offrivano a pellegrini, viandanti, mercanti, a tutti…  la straordinaria accoglienza di chiese e comunità capaci di offrire soste di speciale spiritualità e carità.

In questo clima storico, a nord-est della città, nei pressi dell’attuale Porta Venezia, si trovava la scomparsa Basilica di Sanctorum Omnium Prophetarum et Confessorum o Sanctorum Veteris Testamenti – dalla quale la nostra Comunità Santi Profeti eredita il nome. Poi divenuta la famosa San Dionigi, rinvenuta nei recenti scavi ai giardini Montanelli, che ne confermano l’esistenza e la posizione, si può considerare come uno dei più importanti epicentri cristiani della zona.  Si trattava di un’area animata da vivaci temperie culturali,  generate dallo scambio e dal confronto fra le diverse comunità che cominciavano ad insediarsi, origine del perpetuarsi di un peculiare e intenso collegamento con l’Oriente.
Il passare dei secoli ha visto il continuo rinnovarsi e trasformarsi del centro storico della città con i suoi rioni.

Milano è nota per il suo attivismo e per il suo slancio a creare futuro. Talora la frenesia dell’andare oltre ha sacrificato la consapevolezza del passato. Una nebbia è scesa sulla storia di questi ‘siti’, sulla loro dimensione reale e storica: le chiese e i borghi ai quali appartenevano, frammenti e vivaci vicende di questa città, complessa, trasformista; ma c’è un ventre che conserva, c’è stato lo sforzo e l’impegno di molti, nel raccogliere conservare, custodire, valorizzare, divulgare, in un incanto d’immaginazione che cerca atmosfere perdute, che ha sete di vedere, sapere,conoscere com’era come, e, nella maggior parte dei casi, purtroppo, non è più.
Riprendendo e ricollegando le fila di quanto è stato tramandato, anche qui vogliamo proporre, per quanto possibile, un recupero della memoria storica e delle identità culturali collegate alle comunità cristiane presenti nel territorio, nel raggio di tre importanti porte: la medievale Porta Nuova, l’attuale Porta Venezia e la scomparsa Porta Tosa.

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