La Commissione Caritas al termine dell’anno sociale si interroga su quanto operato e riflette per programmare il nuovo anno.
È stato, per la comunità ecclesiale, l’inizio del nuovo pontificato; papa Leone ha avuto ben presente nei suoi interventi la questione “sociale”: essa è richiamata già nella scelta del nome lo stesso del papa della Rerum Novarum che affrontava il tema dei cambiamenti nel mondo del lavoro e con esso le condizioni spesso precaria dei lavoratori. La geopolitica, con le sue tragiche guerre, sta sconvolgendo il pianeta recando immensi danni ai popoli e generando nuovi poveri.
A livello diocesano, Milano e la chiesa ambrosiana, non sono state esenti dal clima prodotto dai conflitti in corso nel mondo; la nostra è una città che ha visto prevalere l’impianto commerciale e turistico (accentuati anche dalla celebrazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina), mettendo in evidenza la profonda distanza fra la ricchezza spavaldamente ostentata e la povertà dei tanti costretti a mettersi in fila per il cibo. Senza contare che da noi come altrove, la questione dell’aumento della violenza di strada, si è fatta fortemente sentire.
In tale contesto, la Commissione Caritas si è data l’impegno di sostenere le persone in difficoltà e di svolgere un’azione di “educazione” dei parrocchiani alla partecipazione e alla condivisione delle risorse.
I momenti principali di questo lavoro sono stati gli incontri di Commissione e le Domeniche mensili Caritas: la verifica del loro svolgimento ha evidenziato certe criticità che andranno affrontate nei prossimi mesi, come ad esempio la difficoltà di reperire persone disponibili a fare volontariato e la insufficienza della comunicazione all’interno della Comunità Pastorale.
La collaborazione con le parrocchie del S. Curato d’Ars al Giambellino e di S. Leonardo da Porto Maurizio con le quali operiamo ormai da diversi anni si è rivelata ancora una volta utile e necessaria in entrambe le direzioni; per quelle comunità che indubbiamente hanno ricevuto aiuto concreto e per la nostra che scopre ogni volta l’importanza e la bellezza della logica del dono.
Ora occorre riprogettare il nuovo anno: l’auspicio è che possa un tempo di rinnovato impegno: condivisione di intenti, comunicazione più intensa fra tutti gli operatori, lettura dei bisogni e presenza sul territorio.
Qui di seguito la testimonianza di ciascuna realtà operativa.
SAN VINCENZO
La Conferenza di San Babila della Società di San Vincenzo de’ Paoli svolge la sua attività principalmente al Giambellino presso la parrocchia del Santo Curato d’Ars ed al Gallaratese, presso la parrocchia di San Leonardo da Porto Maurizio.
I volontari (attualmente 7 persone) prestano la loro opera con visite domiciliari alle persone disagiate e con assistenza ai ragazzi delle scuole elementari e medie nello svolgimento dei compiti.
Attualmente i nostri assistiti sono: 9 cui facciamo visita regolarmente, 3 che sosteniamo mensilmente con un aiuto economico e 6 che abbiamo aiutato con una elargizione.
Per quanto riguarda il Doposcuola, la Cooperativa Spazio Aperto Servizi che lo gestisce, ha svolto un buon lavoro e circa 50 ragazzi e ragazze hanno avuto un buon sostegno sia nell’aiuto ai compiti che nella socializzazione.
Come raccolta fondi, buon successo ha avuto l’incontro con le appassionate del gioco del Burraco che in sala Ceriani si riuniscono ogni martedì per giocare, fare quattro chiacchiere e gustare piccola merenda.
Altro introito arriva dalle cassette poste agli ingressi di ciascuna delle nostre chiese per sopperire agli aumenti delle spese energetiche.
Altre entrate si sono avuto con il solito mercato natalizio e con i due mercatini delle mamme di Appassionatamente Passione, il cui ricavato sarà devoluto al centro d’ascolto delle due parrocchie di periferia.
La Fondazione Ernesto Pellegrini in collaborazione con la cooperativa Spazio Aperto Servizi ha presentato il progetto “Futuro Prossimo”, un’opportunità gratuita pensata per accompagnare le famiglie nell’affrontare le sfide quotidiane, una porta aperta alle famiglie per costruire con più consapevolezza il proprio domani.
ORATORIO
Sono stata interpellata come catechista riguardo alle attività svolte dai ragazzi della catechesi, dalla terza alla quinta elementare, destinate alla Caritas.
Nella formazione di una vita cristiana infatti l’aspetto caritativo occupa una posizione primaria; è importante fare capire ai bambini che l’aiuto e la prossimità verso gli altri, soprattutto se meno fortunati, è la base di una buona vita cristiana “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” e soprattutto fatelo con gioia.
Per questa ragione per tutto l’anno scolastico appena concluso si è svolta la raccolta di viveri destinati alle parrocchie del Giambellino e del Gallaratese. A tale proposito sarebbe forse opportuno individuare alcuni periodi, Avvento, Quaresima, per attuare una comunicazione più incisiva sia verso i ragazzi, sia verso le famiglie, in parrocchia alla fine della messa e tramite mail, perché una proposta così importante non vada dimenticata o attuata una sola volta.
Anche i ragazzi potrebbero diventare parte attiva nell’opera caritativa, non accontentandosi di delegare ai genitori l’acquisto dei vari beni. Dall’incontro con i rappresentanti della Caritas sono emerse precedenti esperienze attuate nella scuola materna, in base alle quali si potrebbe proporre ai ragazzi delle elementari di agire in prima persona, per esempio rinunciando all’acquisto di piccoli giochi, dolciumi e mettere da parte un risparmio da devolvere a chi ne ha più bisogno. E per rendere più personale questa azione si potrebbero spendere i soldi raccolti per rispondere a reali bisogni da parte dell’oratorio delle parrocchie gemellate con le nostre. In questo modo un ragazzo saprebbe che il suo risparmio è servito per dare ad un altro ragazzo dei quaderni, un astuccio nuovo, una cartella e capirebbe meglio il valore di comunità e prossimità.
Quest’anno, forse per il cambiamento del responsabile della catechesi giovanile, non è avvenuta la vendita di oggetti realizzati dai ragazzi delle medie. Sarebbe bello ripristinarla il prossimo anno, sia per la capacità con cui i ragazzi hanno lavorato nell’anno precedente, sia per l’entusiasmo che hanno profuso nella vendita ai parrocchiani e la soddisfazione di tutti per la considerevole cifra che si è potuto devolvere alle altre parrocchie.
MOVIMENTO PER LA VITA
PROGETTO GEMMA
È proseguito durante il 2026 il 17° progetto. Sono già state pagate due quote trimestrali di €. 660 ciascuna per un totale di €.1320. In cassa abbiamo ancora €.786: per concludere quindi il progetto, occorrono ancora €. 1800. Il bimbo nascerà a fine luglio o primi di agosto, ma la situazione della famiglia è sempre più precaria non avendo il capofamiglia un lavoro fisso.
MOVIMENTO PER LA VITA AMBROSIANO
Il Movimento per la vita ha organizzato un incontro su “Fine vita o fine del diritto alla vita” in previsione della presentazione di un disegno di legge in Parlamento. L’incontro è stato condotto dal giornalista Stefano Di Battista presidente del Movimento per la Vita Ambrosiano, presso l’Istituto S. Caetano in via Mac Mahon 92.
CENTRO DI AIUTO ALLA VITA AMBROSIANO
Come ogni anno, lo scorso 6 giugno 2026 si è svolta la “festa sotto il gelso” presso la “corte” della via due giugno 3 a Milano-Baggio con laboratori artistici per bambini, vendita di libri nuovi ed usati oltre ai tradizionali giocattoli.
Il CAV festeggia i quarant’anni di attività e lo farà alla presenza delle 19 mamme e dei 33 minori che oggi abitano il CAV.
Il CAV cerca volontari che vogliano collaborare nelle varie attività: per saperne di più telefonare al n° 02 48701502 e chiedere di Luisa, referente per i volontari.
SCUOLA DELL’INFANZIA CONTI CICOGNA
Giunte al termine dell’anno scolastico, si fa, come d’abitudine, un piccolo bilancio di come si siano svolte le varie attività che legano la scuola Conti Cicogna alle opere di carità della nostra comunità pastorale.
Il filo che unisce la scuola e il gruppo Appassionatamente Passione è molto forte dato che parecchie delle volontarie che si adoperano all’organizzazione del mercatino e alla raccolta di giochi per la distruzione natalizia al quartiere Gallaratese hanno in comune il passaggio dei loro figli nella nostra scuola.
Il coinvolgimento delle famiglie per queste due proposte è stata molto sentita così come quella per la raccolta di generi alimentari.
Ogni anno ci sorprende positivamente come la risposta sia forte sia negli adulti che nei bambini e questo ci rende sempre molto fiduciose nel pensare che si possa educare al bene e alla gratuità partendo da gesti piccoli e semplici.
APPASSIONATAMENTE PASSIONE
Anche quest’anno abbiamo proposto PassioneMercatino, l’evento benefico sempre molto atteso, ma con una variante: abbiamo spostato il mercatino autunnale a dicembre, trasformandolo in un mercatino natalizio, all’interno delle meravigliose sale della Passione: l’atmosfera che si è creata era meravigliosa e abbiamo deciso di proseguire così anche il prossimo anno.
L’organizzazione richiede un impegno costante e siamo sempre al lavoro per sezionare gli artigiani che offrono i prodotti più ricercati e per organizzare iniziative interessanti per grandi e bambini.
Tutti i venditori partecipano con gioia e sostengono la nostra iniziativa donando una percentuale dell’incasso. La scorsa primavera, abbiamo invitato i venditori ad incontrare i beneficiari dei proventi del mercatino. È stato un incontro molto emozionante che ha rafforzato il loro impegno nei confronti di PassioneMercatino.
Il successo del mercatino è anche merito di tutti coloro – e sono tanti!! – che generosamente collaborano donando i propri prodotti e il proprio tempo. Solo per citarne alcuni, le numerosissime volontarie che ci hanno aiutato per l’intera giornata sia a dicembre che a ottobre; la Sig ra Carla che ha sfornato più di 20 torte salate per noi; i genitori dell’Asilo Conti Cicogna hanno offerto una deliziosa merenda ai bimbi (ma anche ai grandi!).
Nelle due edizioni di dicembre 2025 e maggio 2026 abbiamo raccolto complessivamente oltre €15.000 di cui
- €6,500 sono stati donati alla Parrocchia di San Leonardo nel Gallaratese che li ha destinati in parte all’oratorio e al doposcuola e in parte al Centro di Ascolto della San Vincenzo;
- €6.000 sono stati donati alla Parrocchia di Santo Curato d’Ars al Giambellino che li ha destinati in parte all’oratorio e in parte al Centro di Ascolto della San Vincenzo;
- €2.500 sono stati donati al Centro Aiuto alla Vita;
- La restante parte è stata destinata al sostegno a persone in difficoltà in contatto con la Comunità Santi Profeti.
Come è ormai tradizione, anche lo scorso Natale, con l’aiuto delle famiglie dell’Asilo, abbiamo distribuito i regali per i bambini della Parrocchia di San Leonardo nel Gallaratese. Erano circa 50 doni ciascuno appositamente pensato per il piccolo destinatario, che sono stati consegnati direttamente alle mamme insieme a un piccolo dolce.
Le volontarie
ASSOCIAZIONE AMICI DELL’ULIVO
Quest’anno è molto importante per l’Associazione Amici dell’Olivo. L’abbiamo ricordato nella programmazione delle Domeniche Caritas durante la celebrazione della messa dell’11 gennaio scorso: i 40 anni dell’Olivo (1986-2026). Una storia di amicizia e carità, ricca di incontri e di bene.
Questo anniversario ci sta accompagnando anche nelle attività e nelle scelte quotidiane. A chi viene a trovarci e condivide un po’ di tempo con noi, viene ricordato e spiegato.
Anche per la recita, che sarà proposta il 6 giugno presso la Sala Capitolare, ciascuno dei ragazzi ha scelto, da tutti i precedenti spettacoli proposti negli anni, che cosa presentare. Con l’aiuto e la collaborazione degli amici universitari, le loro proposte hanno preso vita con nuove scenografie, costumi, canzoni che hanno evocato ricordi speciali, persone care, vacanze trascorse insieme, emozioni diverse.
Tra le uscite programmate con gli Amici delle Domeniche Insieme una volta al mese, merita un punto di attenzione quella fatta a maggio a Cerro Maggiore per vedere la mostra “Arte che siamo. Errare in tutti i sensi” dove uno dei ragazzi dell’Olivo ha esposto un suo manufatto che doveva rappresentare l’esperienza in CasArimo dove c’è un posto per tutti e per ciascuno. Alcuni di noi l’hanno aiutato a colorare, ritagliare e incollare le onde del mare uno dei soggetti del suo quadro.
La storia di questa casa nasce dai genitori di Mario, ragazzo non vedente e con disabilità motorie e dall’incontro con alcune persone, poi diventate amiche e insieme hanno realizzato il progetto, inizialmente “La casa di Mario” poi, quando si sono aggiunte altre persone desiderose di sperimentare il progetto proposto in quella casa, – anagrammando il suo nome – è diventata la CasArimo come luogo di accoglienza e di incontro per chiunque voglia seguire questo cammino.
“Arimo” è un’espressione utilizzata nei giochi dei bambini per dichiarare una tregua momentanea, per fermare l’azione del gioco senza subire penalità. I ragazzi ospiti della casa Arimo stanno facendo questa sosta nella storia della loro vita per capire se quella casa, tutta per loro, potrà essere il loro progetto di vita insieme. Oggi è abitata da 4 ragazzi con disabilità. Abbiamo invitato questi nuovi amici alla recita e li aspettiamo per rivederli e salutarli: ci sono già i posti prenotati in prima fila per loro.
Per ricordare questo importante anniversario, stiamo organizzando un evento che si terrà il 20 settembre prossimo, presso la “Casa Navigli” in Alzaia del Naviglio Grande 68, al quale siete tutti invitati a partecipare. Seguiranno tutti i dettagli. Anche i ragazzi dell’Olivo sono coinvolti nei preparativi, con loro stiamo preparando….. sorprese!!!!!
La storia sarà raccolta in un libretto. Collaborando alla preparazione e alla raccolta di testimonianze, foto, documenti per la sua stesura, il materiale raccolto mi si è presentato con una immagine: un cerchio con un punto di partenza e di arrivo rappresentato da Don Carlo Costamagna.
Qualche data per ricordare le tappe fondamentali di questa storia.
17.11.1986 Nasce l’Olivo: da un incontro tra una catechista e i genitori di un ragazzo con la sindrome di Down che cercano un ambito educativo e lavorativo in cui impegnare il proprio figlio, una volta terminata la scuola dell’obbligo.
Don Carlo Costamagna Allora Parroco di S. Maria della Passione, che ha sempre manifestato amore ed attenzione per le persone disabili e le loro famiglie, sostiene il progetto ed offre in uso i locali di Via Conservatorio 14.
La storia dell’Olivo nasce per rispondere ad un’esigenza concreta e la sua missione si è fondata da sempre sui valori cristiani della condivisione, della solidarietà e dell’amicizia.
I suoi principali obiettivi:
- inclusione e dignità attraverso il lavoro: attività semplici come imbustamenti e assemblaggi per acquisire autonomia, senso di responsabilità e dignità.
- crescita umana e socializzazione: l’Olivo concepito come una “seconda casa” dove i ragazzi possono instaurare rapporti profondi con amici, volontari e studenti, diventando i veri protagonisti dell’opera.
- carità e condivisione gratuita: l’esperienza si basa sul “dare la vita per l’opera di un Altro”
Negli anni successivi emerge tra i genitori e gli amici una nuova preoccupazione per il “dopo di noi”.
15.06.1998 Viene costituita la Fondazione Don Carlo Costamagna ONLUS recentemente diventata ETS – Ente del Terzo Settore.
Nata con lo scopo di dare continuità all’esperienza di accoglienza e di amicizia ai ragazzi disabili la cui famiglia venisse a mancare. Assicurando loro l’affetto e il calore di una casa.
Don Giuseppe Vegezzi Al tempo Parroco di Santa Maria delle Grazie al Naviglio ed oggi Vescovo ausiliario della Diocesi di Milano, offre alla Fondazione la disponibilità di una parte dello stabile di Alzaia Naviglio Grande 68, per creare una casa-famiglia.
dal 2007 La Fondazione ha curato l’avviamento della casa-famiglia insieme a Mirabilia Dei che ha accolto ragazzi disabili rimasti senza famiglia per una decina d’anni.
nel 2013 L’incontro con la Cooperativa Sociale Il Carro di Paullo: nasce un’amicizia e un rapporto di fiducia che sfocia nella condivisione degli spazi di via Conservatorio 14 dove viene aperto lo SFA – Servizio Formazione Autonomie – rivolto a persone con disabilità con presenza al mattino.
L’Olivo mantiene stabilmente la sua presenza durante le ore pomeridiane grazie al sostegno di amici, volontari e studenti.
nel 2020 Non sono mancate le difficoltà: mancanza di lavoro, la pandemia di Covid-19.
Sfide durissime che hanno imposto:
- un ripensamento delle attività lavorative
- una valutazione in merito alla forma più corretta per affrontare il “dopo di noi”
- una ripresa graduale in presenza con nuove attività occupazionali
Nel 2021 Forti dell’amicizia e della stima che la Fondazione ha coltivato con Il Carro, nasce un nuovo progetto di residenzialità per persone con disabilità: la Micro Comunità “Casa Navigli”, luogo di vita indipendente e autonoma, avviato attraverso la Legge 112 Dopo di Noi che, superato il Covid, :
- ospita 5 persone in residenzialità stabile
- accoglie persone bisognose – attualmente una famiglia di profughi ucraini con disabilità
- ospita studenti o giovani lavoratori che contribuiscono ad arricchire le esperienze di socialità e inclusione degli ospiti della Micro Comunità
27.03.2022 La Micro Comunità Casa Navigli, dopo qualche mese dall’avviamento, è stata visitata e benedetta da Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.
Don Carlo Costamagna Il punto di arrivo che si ricongiunge con quello di partenza.
Prima di arrivare a Milano, Don Carlo è stato coadiutore nella Parrocchia di San Giovanni a Busto Arsizio e insegnante del locale liceo scientifico.
In quel periodo con un gruppo di genitori, di insegnanti e di amici dà vita:
- alla Scuola Media Libera Cattolica successivamente dedicata a lui in memoria della sua passione educativa
- all’asilo nido “Primi Passi”
- alla comunità per minori “La casa Gialla”
- alla comunità per mamme e bambini in difficolta “l’Albero della vita”
Il 20 settembre saranno presenti alcuni amici che stanno continuando quelle opere a Busto nate dall’incontro con Don Carlo.
Condivido una frase di Don Carlo Costamagna, ricordata da chi faceva caritativa con i ragazzi nell’oratorio di Santa Maria della Passione.
“La generosità col tempo stanca. Un’opera di carità non si regge sull’impeto della generosità, ma sulla gratitudine e sulla memoria di un incontro. I sacrifici che vengono compiuti e la generosità donata hanno a cuore l’opera di un Altro. Il sacrificio più grande è dare la propria vita per l’opera di un Altro”.
I ragazzi dell’Associazione Amici dell’Olivo vi aspettano tutti per condividere questo momento di festa il 20 settembre 2026, al pomeriggio, in Alzaia del Naviglio Grande 68.






